Domenica 21 marzo 2004, SAMBENEDETTESE – VITERBESE. Dentro o fuori per la Samb; “dentro? vuol dire play off, il “fuori? coincide con una stagione pressoché anonima.

Primavera “a metà? quella dalle tinte rossoblu, un colpo di coda “invernale? giusto alla fine, quando ormai i 6000 del Riviera – 4300 i paganti ufficiali, ma molti sono entrati gratis in virtù dell’esaurimento della dotazione dei tagliandi – pregustavano l’inizio di una serie positiva che li avrebbe condotti sino alla metà di maggio (termine del campionato) agli spareggi per la B.

Raccontiamolo. La Viterbese attacca a testa bassa, la Samb si difende bene e riparte in contropiede, la Nord e lo stadio tutto si fanno sentire, in un attimo un fischio: gialloblu e padroni di casa fanno per dirigersi a centrocampo. Il signor Velotto pare aver sanzionato una punizione a nostro favore, ma non è così: rigore per i laziali! In campo piove di tutto, ovvero aste di bandiere, fumogeni, bottigliette di acqua, pure un petardo…

Il giocatore della Viterbese sta per battere la massima punizione, dalla Nord si fa cenno di no con le mani, ormai il petardo è lì lì per esplodere. Bum! I giocatori attorno all’area di rigore ci rimangono male, la curva schiuma rabbia a iosa e grida, minacciosa, parole offensive verso arbitro e giocatori viterbesi.

Frau non si fa intimidire e con grandissimo sangue freddo insacca la palla del 2-2 e poi – così non si fa caro il mio bel “professionista?… – festeggia sotto la tribuna (ma va! Perché proprio lì!?) con le mani alle orecchie. Diverse persone si “sganciano? da curva e distinti e si mettono a cavalcioni sulle inferriate: l’ipotesi di una prepotente invasione di campo si fa seria. L’arbitro (di certo preoccupato) fischia la fine senza rispettare i cinque minuti di recupero indicati in precedenza, lui e gli ospiti ci mettono un attimo a finire sotto il tunnel che conduce agli spogliatoi, qualche tifoso rossoblu intanto scavalca e tenta di arrivare nei pressi del sottopassaggio, qualcun altro si mette a distruggere la vetrata della panchina davanti alla Nord.

“Pioggia? continua di aste di bandiere e oggetti vari sul terreno del Riviera (arriva la squalifica?), i tifosi viterbesi battono tutti i record di velocità: non impiegano nemmeno un minuto a “sgomberare? il loro settore e a raggiungere i mezzi che li hanno condotti nelle Marche! Come i giocatori in campo e la terna arbitrale hanno annusato il clima rovente del delle Palme che ha visto la zona play off allontanarsi in un baleno…

Ma è solo l’inizio dell’“inferno? che di lì a poco si scatenerà nelle zone adiacenti allo stadio, con i tifosi che tentano prima di entrare negli spogliatoi e poi dietro la tribuna ingaggiano un corpo a corpo con le forze dell’ordine le quali rispondono con ripetute “cariche?, il pullman della squadra ospite fatto oggetto di un fitto lancio di pietre. Il risultato è che si verificano scontri in diverse zone all’interno dei cancelli dello stadio e il signor Velotto e la Viterbese ripartono dalla Marche intorno alle 19!

Eppure la giornata di sole in riviera era iniziata in ben altro modo, con tanta fiducia nei mezzi degli uomini di Vullo, un ottimismo da parte dei supporters di casa nostra che si era concretizzato con il buonissimo afflusso sulle scalee del delle Palme: nonostante la “giornata rossoblu? indetta dalla società (pagano anche gli abbonati) sono quasi in 6000 a tifare Samb.

Alla larga C1, qua lo spettacolo merita ben altri palcoscenici e ne sono prova i dodici, dico dodici bandieroni che librano al cielo davanti alla porta dietro la Nord – a proposito, bellissime le nuove reti rosse e blu – insieme ad uno “striscione-poesia? che fa: “?Quante ne abbiamo passate, quante ne passeremo, finché saremo in vita lotteremo!?.

Su lo sguardo perché lì appeso alla transenna della Nord c’è un altro messaggio d’amore, il quale recita “Nei nostri cuori soltanto questi colori, simbolo di gioie e dolori?. Quali colori? Ma quelli dei fumoni che popolano la curva da destra verso sinistra; una coltre di fumo rossoblu spessissima che fa impallidire questo primo sole di primavera e che attornia il popolo della Samb impegnato nell’ “abbraccio? alla propria squadra fatto di canti e cori.

Dulcis in fundo ai distinti volteggiano sulle teste dei tifosi migliaia di palloncini rossi e blu. Può bastare? E allora “vade retro? C1!

La gara ha inizio e purtroppo l’impianto d’amplificazione della Nord da problemi: non funziona e ai lanciacori tocca sgolarsi fino al 90°… Complimenti davvero la curva, che pure in qualche circostanza ha un poco peccato di compattezza, li ha ripagati con una prestazione molto convincente, una prova in “stile Sambodromo?.

E’ un monologo quello della curva di casa, perché i viterbesi – loro sono secondi in classifica… – sono sì e no una quarantina, hanno al seguito gli striscioni della Brigata Etrusca, dei Cani Sciolti, qualche “pezza?, uno stendardo con la faccia di Diabolik e alcune bandiere. Li sentiremo giusto un attimo dopo il gol del momentaneo vantaggio (li applaudiremo, lo meritano!), poi il nulla, specialmente nella ripresa quando la Samb passerà sul 2-1 grazie a Tino-gol.

La giornata di tifo è condita da tre belle sciarpate – insistita quella del primo tempo sulle note di “Forza Samba alè, Forza Samba alè, Forza grande Samba, Forza Samba alè!? – da un paio di sfottò ai danni dei tifosi laziali, da tanti cori di incitamento all’11 di Vullo, da cori secchi, veri boati che squarciano il silenzio e sono segnali che gli ultras vorrebbero conducessero la Samb ai play off. Non basteranno…

Spazio anche al “paroliere? rossoblu (leggi curva Nord) che sforna una serie di messaggi.

“Giustizia per Egidio? dedicato all’ultra tarantino picchiato in prigione, “Terra, vita, libertà per il popolo palestinese? e “Guardati intorno, tutto ciò che vedi in un mondo di rovine, pochi uomini in piedi Ultras ultimo ideale?.

La seconda frazione di gioco, complice anche il vantaggio siglato da Borneo (a proposito, quando lo speaker invita la folla a scandirne il cognome, al Tino “lumbard? sarà sembrato di stare al San Siro!), è un escalation di emozioni e di tifo indiavolato, col Riviera-bombonera che quando sente arrivare il primo caldo da il meglio di sé, la torcida che suda, salta, balla, trascina i rossoblu, diviene man mano che i minuti trascorrono sempre più calorosa, l’arma in più per chi deve condurre in porto una vittoria preziosa come oro.

Sembra fatta, e in effetti curva e distinti fanno l’ola, si salta e chi non salta è un ascolano, si battono le mani, rullano i tamburi, urlano le gole di tutto il Riviera, il popolo della Samb non sta più nella pelle, si fischia come ossessi quando la Viterbese attacca, i boati partoriti dalla Nord sono un rito di esorcismo nei confronti della paura che aleggia sopra lo stadio e che purtroppo va a finire dentro il fischietto del direttore di gara. Rigore. Gol. Due pari. Marasma…

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