Una bella gara tra due squadre degne delle posizioni che occupano in classifica (se non di più) è stata rovinata da due decisioni arbitrali stranissime all’89’ e 90’ minuto di gioco. Tanto è che quei due minuti ci ‘ruberanno’ tutto il commento tecnico ed in particolare i due splendidi gol di Borneo, uscito al 60’ per crampi.
Due minuti che, in questo momento impediscono di comprendere quale sarà la sorte della gara e cioè se verrà omologata. Il mio parere, e spiegherò perchè, è che la cosa più giusta è far ripetere la gara. Premetto: ‘giusta’ tra virgolette anche per il commento dei due tecnici che in sala stampa hanno recriminato per i minuti in meno giocati che avrebebro potuto dare la vittoria ad una delle due formazioni. La ripetizione farebbe contenti tutti. Praticamente oggi un punto dei tre in palio è stato regalato dall’arbitro alle avversarie dirette in classifica.
Partiamo dal rigore che, per la partita da ripetere, non c’entra niente. Sull’episodio l’unica cosa certa e non di poco conto (prima che le riprese Tv svelino qualcosa di più preciso) è che nessun giocatore ospite ne ha reclamato la concessione nel momento in cui è accaduto (lo hanno fatto negli spogliatoi ma lì non vale e si capisce perché).
Perchè, allora, la gara andrebbe ripetuta? Per un errore tecnico commesso dall’arbitro fregandosene dei regolamenti:
1- la gara è finita all’85’. Ricordiamo che una gara del Rimini fu ripetuta perchè l’arbitro aveva fischiato la fine all’89’. Fu decisiva l’ammissione dell’arbitro che anche in questo caso il signor Velotti potrebbe essere obbligato a fare per fatti palesi. Eccoli: ha fischiato un calcio di rigore all’89’, è diventato gol pareggio dopo tre minuti di discussioni con i giocatori della Samb. Tutto regolare se fischiava subito la fine, al limite un minuto poteva pure passare inosservato. Regolare però se, prima di mettere la palla al centro, l’arbitro non avesse palesemente segnalato che i minuti da recuperare erano cinque. A quel punto, facendo riprendere il gioco poteva far giocare anche meno di cinque minuti e nessun errore tecnico sarebbe stato commesso perchè la discrezione del tempo resta comunque dell’arbitro. Invece no, ha fischiato la fine prima di far riprendere il gioco. A quel punto esiste una sola possibilità che però non si è verificata: condizioni di pericolosità palese per la propria incolumità e quella dei giocatori. Condizioni che assolutamente non c’erano, un solo tifoso aveva scavalcato la recinsione ma era accerchiato dai poliziotti. Abbiamo visto continuare gare dopo che uno o più tifosi erano arrivati a contatto con l’arbitro o con cordone di poliziotti al posto di recinsioni abbatutte. Se gli arbitri si dovessero avvalere della discrezione oggi usata dal signor Velotto almeno dieci gare per ogni campionato verrebbero sospese. Aggiungiamo che l’arbitro, correndo verso gli spogliatoi, ha detto al segretario Nazzareno Marchionni che lui aveva fischiato la fine regolarmente. Voci di corridoio, al contrario, dicono che Cottini avrebbe sentito l’arbitro dire che la partita era stata sospesa. Non sappiamo come finirà questa vicenda ma sicuramente Velotto non può essere considerato un arbitro di ‘polso’, definizione che a questo punto diventa per lui quasi un complimento. Ma torniamo al regolamento che dice: le partite devono (devono non possono) durare 90’. La gara Samb-Viterbese è durata 85’ minuti senza che ci fossero gli estremi per farla durare di meno e tutto l’accaduto è facilmente documentabile con le riprese televisive. Se la partita non verrà ripetuta si creerà un pericoloso precedente. Ai direttori di gara verrebbe concesso un potere nettamente superiore a quello che già hanno e se capita che un arbitro è disonesto (è un uomo), qualche partita si potrebbe anche evitare di giocare perchè il valore dei giocatori in campo sarebbe stata esattamente inutile.
Gliene sarei grato se qualcuno fosse in grado di smentire le mie affermazioni, magari un arbitro di calcio neutrale ed estraneo al caso, con i fatti alla mano come quelli usati dal sottoscritto. Non so se Luciano Gaucci prenderà a cuore il problema (credo di sì) che a me pare più clamoroso degli altri torti finora subiti dalle sue squadre. Se non altro perchè, come dicevo prima, smentire le tesi a suo favore stavolta è veramente impossibile.
Tra altri particolari inquetanti eccone un altro: il presidente della Viterbese, pur ritendosi un gran signore, ha detto che se era lui l’arbitro avrebbe sospeso la gara anche prima e che a parti invertite, per esempio a Viterbo, lui avrebbe detto esattamente le stesse cose.

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