Ex play-boy, il presidente Capucci ha preso una Viterbese che, lo scorso anno, stava per sprofondare in C2 e l’ha fatta arrivare ai vertici della C1. É un presidente-papà con i propri calciatori, per i quali nutre un sentimento paterno, raro nel panorama calcistico nazionale. Oggi però Capucci, a cui non difettano classe e savoir-faire, ha avuto una contro-reazione (rispetto a quella del pubblico rossoblù) non proprio cristallina. “Il calcio così finirà?, ha detto, addebitando le colpe ai giornalisti sambenedettesi, quest’anno paravento per ogni occasione. È arrivato a dire parole feroci come “Il pubblico sambenedettese si deve vergognare!? In effetti Capucci era stato fatto oggetto di offese e improperi già alla fine del primo tempo, dopo il pareggio di Borneo. Alla fine della partita, naturalmente, le offese si sono moltiplicate. Se tutti gli episodi di violenza sono da stigmatizzare, è anche vero che un uomo come Capucci non doveva venire a San Benedetto a dare lezioni di stile, perché certe parole in tribuna volano (Criniti a Viterbo subì la stessa sorte e nessuno, a San Benedetto, offese la città laziale). Piuttosto, Capucci ha sorvolato sul gesto di Frau, un provocatore recidivo: dopo il dito medio di Viterbo, stavolta Frau ha esacerbato gli animi di una squadra e di uno stadio togliendosi la maglia sotto la panchina della Samb e mostrando al pubblico le mani attorno alle orecchie, per sentire i fischi. Caro Frau, caro Capucci, siete pagati e pagate non solo per correre e rilasciare interviste, ma anche per comportarvi come professionisti.

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