Chiamatelo inquinamento atmosferico urbano o semplicemente smog. La sostanza non cambia: a San Benedetto l’aria sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più irrespirabile. Pericolo reale o eccessivo allarme? Le cifre non ammettono repliche: nella nostra città il fenomeno inquinamento è in costante crescita. I rilievi effettuati sulla qualità dell’aria forniscono un quadro allarmante della situazione. La salute dei cittadini rischia di farne le spese.

A chi o cosa va riconosciuto il ‘merito’ d’aver intossicato la nostra aria? I rilievi effettuati dalle stazioni di monitoraggio mettono sul banco degli imputati le emissioni nocive da trasporto autoveicolare, in correlazione con le emissioni degli impianti di riscaldamento (soprattutto nel periodo invernale) e con le condizioni meteoclimatiche. Nel caso specifico di San Benedetto, il nesso causale tra traffico ed inquinamento atmosferico urbano ha assunto nel tempo proporzioni drammatiche.

La situazione è critica in diversi punti del tessuto urbano ma senza dubbio la SS16 risente di un carico di traffico che degrada a livello ambientale e sociale questo tratto di città. E’ ormai consuetudine che lungo la Statale Adriatica vengano costantemente superati i valori limite di qualità dell’aria a causa delle emissioni dei cosiddetti inquinanti, considerati altamente pericolosi per la salute dei cittadini.

Monossido di carbonio, Biossido di carbonio, Biossido di azoto, Ozono, Ossidi di zolfo, Benzene, Piombo, Polveri (meglio note come Pm10): inutile dilungarsi nella descrizione delle loro specifiche caratteristiche, meglio conoscerne le possibili conseguenze sulla salute umana. Ecco un breve campionario: malattie respiratorie (biossido di azoto e ozono), danneggiamento al tessuto dei polmoni (biossido di carbonio), alterazioni del ritmo cardiaco (PM10, in particolare), infertilità nell’uomo, alterazioni della funzionalità renale e del sistema immunitario, ipertensione arteriosa, anemia, leucemia (Benzene).

Giova sapere che l’inquinamento da traffico in Italia è correlato alla morte prematura di circa 80.000 persone. Molti studi recenti hanno indicato, inoltre, che i bambini che abitano in prossimità di strade densamente trafficate corrono un rischio doppio di manifestare sintomi di malattie respiratorie rispetto a quelli che vivono vicino a strade in cui il volume del traffico è meno intenso.

Torniamo ai ‘guai’ di casa nostra. Per monitorare le concentrazioni d’inquinanti nell’aria, dal dicembre ‘99 è in funzione una cabina fissa di rilevamento, posta in Piazza Cesare Battisti (di fronte alla vecchia sede municipale), uno dei punti maggiormente sottoposti a fenomeni di ‘stress’ da traffico. Gli inquinanti atmosferici monitorati sono l’Ossido di Azoto, il Biossido di Azoto e l’NOx, le Polveri Sospese (PM10), l’Ossido di Carbonio e l’Ozono.

Naturalmente esistono dei valori limite da rispettare, al fine di prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull’equilibrio ambientale; sono fissati da un’apposita normativa, il D.M. 60/2002, che stabilisce i limiti di qualità dell’aria per gli inquinanti e il margine di tolleranza da calcolare annualmente fino alla data entro la quale devono essere raggiunti i valori limite.

I dati sulle concentrazioni d’inquinanti nell’aria, rilevati dalla cabina di monitoraggio, confermano che le Pm10 già da sole costituiscono una grave minaccia per i cittadini ‘costretti’ a respirare l’aria insalubre della Statale Adriatica 16. L’allarme continua.

(A cura di Daniele Mauro)

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