L’assessore Nazzareno Pompei, presentando il calendario, ha sottolineato come le tematiche presentate nel corso dei vari film in programmazione, l’immigrazione piuttosto che la convivenza, rappresentano il vero filo conduttore della rassegna, che ha lo scopo di sensibilizzare ed educare soprattutto le nuove generazioni che si troveranno più degli altri a vivere in una società multietcnica e multirazziale.

Per questo motivo quest’ anno i film in programmazione saranno sei, due dei quali dedicati esclusivamente ad un pubblico under 18, rivolto ai ragazzi delle scuole superiori del territorio comunale. E tutti gli immigrati residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale 21, potranno assistere gratuitamente a tutti e quattro i film programmati nelle serate del martedì e giovedì.

L’assessore Pompei ha inoltre tenuto a specificare come si è voluta potenziare la manifestazione, proiettando sei film al posto di quattro, grazie al notevole successo riscosso nelle due edizioni precedenti, e come due dei film presentati siano ambientati in Albania, paese che rappresenta l’etnia più numerosa tra le popolazioni immigrate presenti nel nostro territorio.

Questo giovedì verrà proiettato “Alila” di Amos Gitai: la storia racconta la vita di Aviram, il suo cane e il vecchio Schwartz ambientata in un condominio alla periferia di Tel Aviv e Jaffa, dove tutto scorre tranquillo; ora però c’è un nuovo inquilino, Hezi, che ha affittato un appartamento per stare in intimità con la sua amante, Gabi. Tutte le energie del vecchio Schwartz si focalizzano sul cacciare via i due, ma intanto così come la relazione segreta accende Gabi, allontana Hezi.
Questo il programma delle prossime proiezioni, tutte al teatro Calabresi:

Giovedì 18 marzo, ore 21,30, ingresso gratuito – “Alila” di Amos Gitai
Venerdì 19 marzo, ore 9,30 – “L’America” di Gianni Amelio
Martedì 23 marzo, ore 21,30 – “Da quando Otar è partito” di Julie Bertuccelli
Giovedì 25 marzo, ore 9,30 – “My name is Tanino” di Paolo Virzì
Giovedì 25 marzo, ore 21,30, ingresso gratuito –“Lettere al vento” di Edmund Budina

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