Domenica prossima ci faranno visita i tifosi di Viterbo.

La città laziale – 60.000 abitanti – non ha dalla sua una tradizione calcistica di rilievo: tanta serie D e terza serie. Il risultato più prestigioso i play off raggiunti nella stagione ‘99/2000 (eliminazione ad opera dell’Ascoli), quando al timone della società gialloblu c’era qual Luciano Gaucci che qui a San Benedetto conosciamo bene.

Questa in sintesi la storia di una società nata nel lontano 1908, ma che solo a partire dal 1995 (promozione in C2) fa registrare risultati importanti per una piazza come quella viterbese, abituata a ben poco. Da quel momento tre stagioni in C2 e cinque (compresa quella in corso) di C1, queste ultime condite da un quarto posto e due salvezze storiche (2001 e 2003).

Disinteressata e apatica, la città risulta attratta maggiormente da Roma e Lazio (soprattutto), lo stadio Rocchi (4.500 posti) è quasi sempre vuoto e le radici del fenomeno ultras attecchiscono piuttosto di recente.

Nella stagione in corso di svolgimento la squadra di Guido Carboni è stata per ben 14 giornate consecutive in testa alla classifica, attualmente naviga nelle primissime posizioni, eppure l’ambiente del Rocchi fa fatica a scaldarsi. A parte i 4.000 spettatori circa per le gare contro Sora, Samb e Acireale, lo stadio viterbese si è distinto per numeri ed entusiasmo “da serie inferiori?; la media delle presenze è ferma sulle 1.800 unità, ma ci sono state partite in cui tra abbonati (286) e paganti le scalee dell’impianto laziale hanno mostrato una “scenografia? desolante, la scenografia di meno di mille anime che rispondono all’appello!

Difficile fare gli ultras in un simile contesto, qui a Viterbo ci provano in maniera “seria? da pochi anni. I gruppi principali delle curva Nord sono tre, ovvero Brigata Etrusca, Avanguardia e Regime. Segnalo in ogni caso la presenza di una simpatica componente femminile – non proprio un gruppo ultras – quella delle Donne Etruske, nate nel campionato 2001/02 ed addirittura autrici di una fanzine, distribuita nella nord, in cui si parla delle trasferte, delle iniziative sociali e benefiche (a loro è da attribuire la paternità dello striscione esposto all’indomani del terremoto del 31 ottobre 2002 che ha provocato la morte di 29 bambini) e delle tifoserie ospiti al Rocchi.

Il gruppo più importante del panorama ultras viterbese è quello della Brigata Etrusca, la quale nel darsi un nome si è ispirata alla propria terra, l’Etruria meridionale. Una reminescenza storica per questi ragazzi che sono nati nel ’97, proponendosi come coalizione di vari gruppetti esistenti nella curva: i Boys, i Viking, l’Opposta Fazione e la Vecchia Guardia-Vecchi Ultrà 77.

I momenti da ricordare sono l’avvento di Gaucci alla presidenza del club gialloblu, i conseguenti play off, persi malamente contro l’Ascoli, l’arrivo nella panchina del primo allenatore donna, quella Carolina Morace salutata dalla nord con cartoncini rosa e la scritta “Carolina siamo con te? (Viterbese-Marsala ‘99/2000).

Fuori casa gli ultras gialloblu non sono mai molti, del resto la presenza è esigua tra le mura amiche, figurarsi lontano dal Lazio…

Brigate e company sono gemellati con le tifoserie di Avezzano, Maceratese e Sandonà – amicizie invece con Fermana, Battipagliese e Lodigiani. Le principali rivalità sono quelle con Nocerina (dopo i play out del campionato 2000/2001), L’Aquila, Teramo, Giulianova e Ternana.

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