Paradiso: Vittorio Feltri

Il direttore di “Libero” merita il paradiso perché, al di là delle idee politiche di ognuno, Feltri si sta dimostrando un giornalista irriverente e originale. Tutti i giorni, le testate dei principali quotidiani sembrano stampate in base ai titoli dei telegiornali della sera: conformismo, poca voglia di rischiare, obbedienza alle rispettive “chiese” politiche o economiche. Su “Libero” invece troviamo inchieste autonome, editoriali scomodi, e una diversificazione rispetto alle altre grandi testate (cosa che si vede, oramai, sul solo “il Manifesto”, anche se “Libero”, come Feltri, appartiene culturalmente allo schieramento di destra). Un esempio: Callisto Tanzi inizia a parlare e rischia di mettere nei guai politici altolocati (mazzette?) e giornalisti, e improvvisamente non si sente né si legge quasi più nulla sul crack-Parmalat, mentre Feltri ha il coraggio di pubblicare, integralmente, i resoconti delle dichiarazioni di Tanzi. Tremano i palazzi.

Inferno: Festival di Sanremo

Non ci soffermeremo sul nulla musicale, cosa nota da decenni. Piuttosto, Sanremo dimostra che ancora oggi le chiavi della cultura popolare italiana (purtroppo la vera cultura, in questo paese, resta emarginata e d’elite) sono in mano agli over cinquantenni, che nei casi migliori ripropongono se stessi come degli eterni ragazzi (quei favolosi Anni Sessanta…quasi mezzo secolo fa!), e nei casi peggiori scelgono dei giovani di oggi che scimmiottano quello che loro furono da ragazzi (“Grande Fratello”, “Amici”, eccetera, purché siano iper-conformisti). E i politici, coloro che dovrebbero guidarci, che dicono? A partire dai cerimonieri (Vespa) si adeguano, pur di catturare un voto in più facendosi vedere in qualsiasi occasione. Poi arriva un Celentano qualsiasi che dice una cosa semplicissima: troppi politici in televisione (e poca politica, aggiungiamo noi…). Insomma, lo show-man fa politica, i politici fanno gli show-men. Povera Italia…

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