Non c’è niente da fare: la Samb soffre molto questi campi del sud piccoli e “caldi”. L’anno scorso con Colantuono, al debutto in C1, il campionato iniziò con una sconfitta. Quest’anno, quando l’atmosfera è diventata incandescente, a metà del secondo tempo, si è rischiato lo stesso risultato. Eppure a Sora temevano molto (e nel primo tempo si è visto) la “corazzata Samb”, come si leggeva sui giornali locali. Un tempo la cittadina ciociara era in provincia di Caserta, e questo ambiente “campano” lo si è “apprezzato” dopo il gol annullato: in campo è successo di tutto, in quanto un tifoso della Samb è entrato in campo, i giocatori si sono spintonati tra di loro (Taccola e Fanesi in primis), un altro supporter locale è entrato indisturbato sul terreno di gioco con il viso completamente coperto da sciarpa e cappello, in perfetta tenuta da ultras, il pubblico ha cominciato ad inveire contro l’arbitro. Eppoi è cominciato l’autentico show di Eziolino Capuano, il pittoresco tecnico locale che, espulso dal campo, è salito in tribuna, l’ha percorsa in lungo e in largo, si è arrampicato sulle ringhiere e ha incitato i suoi al gioco duro. Un comportamento poco professionale per un tecnico comunque coraggioso (vedi le tre sostituzioni ad inizio ripresa). Capuano aveva chiamato oggi tutta la città a raccolta, ma se ne sono presentati solo in 2000: la curva Ferrovia era praticamente semivuota, con soli duecento tifosi ad incitare il Sora, mentre i supporters rossoblù erano in seicento, stipati come sardine e di essi un buon centinaio è stato costretto a seguire la partita aggrappato alle reti di protezione. Non sarebbe stato più logico concedere i distinti e di conseguenza più biglietti ai tifosi rossoblù, garantendo anche – e la cosa non sarebbe stata sbagliata – un incasso più cospicuo? Insomma, una partita alla camomilla all’insegna del fair play nel primo tempo (particolarmente apprezzati da Aprea gli applausi rivoltigli dal suo ex pubblico), e finita nella bolgia, complice anche la stanchezza dovuta al gran caldo di questa primavera esplosa improvvisamente.

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