Tratto da “www.repubblica.it”:

MADRID – Dieci esplosioni, in rapida successione, su tre treni affollati di pendolari all’ora di punta: 190 morti, 592 feriti, molti in condizioni disperate. Un bilancio da strage, ma ancora provvisorio (sebbene da fonti degli Interni) per Madrid, colpita alla vigilia delle elezioni politiche di domenica da violentissimi attacchi terroristici. Dalle 7.30, una dopo l’altra, dieci bombe (ma, a quanto pare, ne erano state piazzate tredici) sono esplose in tre stazioni ferroviarie, tra cui due ad Atocha, snodo fondamentale per il traffico cittadino, colpendo convogli carichi di pendolari, due treni regionali e un superveloce.

La conta delle vittime è ancora incerta e numeri e fonti si accavallano: la sensazione è che il bilancio finale sarà pesantissimo. L’ultimo, del ministero degli Interni, parla di 173 morti. Il precedente, dei soccorritori, di 131, che subito il municipio madrileno aveva ‘corretto’ con una stima ancora più pessimistica: “Il bilancio finale sarà significativamente molto più alto”. Una previsione purtroppo attendibile, visto che le varie fonti continuano ad aggiornare al rialzo i propri bilanci.

Le stazioni prese di mira all’ora di punta, quando il traffico dei pendolari sui treni è più intenso: le quattro esplosioni si sono susseguite a breve distanza di tempo fra le 7.30 e poco dopo le 8 (ora italiana) nei tre snodi centrali del traffico ferroviario di Madrid.

Secondo le prime ricostruzioni l’attentato più violento, con diverse esplosioni, ha distrutto quattro vagoni di un treno pendolare della linea C1 mentre entrava nella stazione di Atocha, uno degli snodi ferroviari più importanti del Paese. La stazione è stata totalmente isolata dalle forze dell’ordine, che hanno installato un improvvisato ospedale da campo nelle vicinanze per accudire i numerosi feriti.

Non meno violenta sembra l’esplosione che ha scosso la stazione di El Pozo del Tio Raimundo, a poca distanza dal parlamento regionale di Madrid, nella parte sudorientale della città, lungo la linea che collega Madrid a Guadalajara, così come nella terza stazione ferroviaria colpita, quella di Santa Eugenia, alla periferia della città.

Secondo le autorità i ‘modi’ degli attentati sarebbero attribuibili al gruppo terrorista separatista basco Eta. Se ne dice convinto il ministro degli Interni spagnolo Angel Acebes che in una conferenza stampa ha detto che l’Eta, “senza nessun dubbio” responsabile degli attacchi, “ha raggiunto il suo obiettivo perpetrando un massacro”. Ma al momento non è arrivata alcuna rivendicazione. Anzi, il braccio politico dell’organizzazione terroristica basca, Batasuna, ha prima negato la responsabilità dell’Eta e, poi, ha condannato l’attentato.

La polizia spagnola sta ricercando due persone che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da vari treni pendolari nella stazione di Alcalà de Henares (a nordovest di Madrid) tra le 7 e le 7.10, e che potrebbero essere i terroristi che hanno lasciato le cariche esplosive sui treni. Secondo fonti della sicurezza, i due sono saliti e scesi da quattro treni di periferia diretti verso Madrid.

Nella capitale spagnola intanto è caos e panico. I soccorritori utilizzano i taxi per trasportare i feriti perché non ci sono ambulanze a sufficienza, mentre decine di persone si sono affollate intorno a un ospedale da campo improvvisato in via del Commercio, a poca distanza da Atocha. Le autorità hanno sospeso i treni in tutta la rete di periferia e nella prima linea della metropolitana madrilena.

In risposta a un appello urgente del governo spagnolo alla cittadinanza, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il loro sangue per le vittime delle stragi. Il governo catalano ha fatto sapere di aver inviato 500 sacche di sangue.

Il portavoce del governo, Eduardo Zaplana, intervistato in diretta dalla televisione ha definito gli attentati “un’omicidio di massa, un massacro, un chiaro attentato contro la democrazia”, e ha puntato il dito contro i separatisti baschi del’Eta che ha definito un “banda criminale di assassini”.

Ma un dirigente di Batasuna, il partito radicale basco dichiarato fuori legge perché ritenuto vicino a l’Eta, nega responsabilità e punta il dito contro la “resistenza araba”.

L’attentato arriva quando mancano quattro giorni alle elezioni politiche nazionali in Spagna. Il Partito popolare spagnolo del premier Josè Maria Aznar, come la maggior parte delle altre formazioni politiche, ha sospeso la campagna elettorale. Il premier Aznar ha convocato una riunione urgente del gabinetto di crisi del suo governo al Palazzo della Moncloa, dopo la quale parlerà ai suoi concittadini in un messaggio radiotelevisivo.

Bandiere spagnola ed europea a mezz’asta, un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato: così il Parlamento europeo si è unito al lutto per le stragi di Madrid. E’ stato il presidente dell’europarlamento Pat Cox, in apertura della seduta, a ricordare gli attentati nella capitale spagnola. “Decine di persone sono state assassinate” e innumerevoli sono i feriti causati dall’esplosione di quattro ordigni piazzati su tre convogli, ha detto, sicuramente il più grave attentato terroristico della storia spagnola e europea. Quanto accaduto oggi – ha concluso – è una dichiarazione di guerra alla democrazia”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 262 volte, 1 oggi)