Questa settimana abbiamo sentito il parere di Giuseppe Torquati, sindaco di Cupra Marittima, città di 5.000 abitanti ricca di bellezze naturali e storiche. Essenzialmente, nell’intervista che segue, tre sono gli elementi “nuovi? o “rilevanti?: a) anche per Torquati il processo di “Unione? (mai di “Fusione?) è strategico per migliorare il benessere dei cittadini, anche se, in quegli esperimenti più spinti di integrazione territoriale fin’ora compiuti, come ad esempio il “Consorzio Riviera delle Palme?, si sono verificate delle divergenze fra i vari comuni partecipanti; b) Cupra è anello congiunto con la costa fino a San Benedetto, ma vive anche un rapporto molto stretto con i comuni più settentrionali quali Massignano, Carassai, Montefiore, Campofilone: non è escluso che una Unione avvenga tra queste componenti per poi “misurare? i pesi con i comuni più meridionali della Riviera; c) la stella polare di una Unione di Comuni non è una meta semplice da raggiungere, ma è indispensabile, nel processo di avvicinamento, unificare sempre più i servizi forniti ai propri cittadini.

Sindaco Torquati, lei è favorevole ad integrare ulteriormente le politiche amministrative tra i comuni, fino ad arrivare ad una ipotesi di “Città Territorio??

“Si tratta di un’idea giusta. Tuttavia in passato ho ravvisato delle difficoltà da parte dei comuni più grandi che non sono entrati nell’ottica di un’equa collaborazione. Vedasi il caso del Consorzio Turistico ‘Riviera delle Palme’?.

Cosa è accaduto?

“È stata una esperienza non positiva. Se un comune di 5.000 abitanti decide di cooperare con un comune di 45.000, a quel punto il comune maggiore non può fare la parte del leone. Cupra Marittima non può contare, in questo caso, meno di San Benedetto: bisogna mettersi tutti sullo stesso piano. Se promuoviamo una città unica, con i notevoli benefici di immagine del caso, il turista può scegliere di andare a Cupra, a San Benedetto o a Ripatransone. Invece siamo stati costretti a costituire un’associazione cuprense degli operatori turistici? (A.C.O.T., ndr).

Essendo però l’integrazione un obiettivo definito anche da lei auspicabile, in che modo crede occorra lavorare per evitare questi attriti?

“L’Italia purtroppo è il paese dei campanili: ciò avviene dappertutto. Tuttavia dobbiamo reagire al settarismo: il primo passo da compiere è, sicuramente, una sempre maggiore unificazione dei servizi. Tre piccoli comuni, invece che avere un segretario comunale ciascuno, possono tenere un unico direttore generale. Se due comuni effettuano investimenti importanti in due campi diversi, perché non sfruttare una possibile sinergia con gli ovvi vantaggi conseguenti, e non solo economici? Questi piccoli passi sono indispensabili?.

Ritiene che in futuro bisognerà puntare ad una Unione di Comuni o ad una Fusione?

“Credo che la Fusione sarebbe antistorica, per restare a Cupra, ad esempio, nessuno accetterebbe l’annullamento della propria municipalità. La strada dell’Unione, invece, seppur impervia, è un obiettivo obbligato oltre che molto ambizioso. Non escludo che questo percorso possa anche essere raggiunto per gradi, con una Unione dei comuni più piccoli che possano poi confrontarsi da pari con i comuni più grandi. Questa strada può prevedere il coinvolgimento iniziale, ad esempio, di Cupra, Ripatransone, Montefiore e Massignano?.

Secondo lei, quali sarebbero i principali benefici, per Cupra e per l’intero territorio, che potrebbero essere generati da una Unione?

“Sicuramente i cittadini godrebbero di servizi migliori e più capillari senza risentire di un aumento dei costi?.

Il sindaco di Acquaviva, Infriccioli, teme, quale ostacolo nel processo di unificazione, la scarsa propensione culturale da parte dei cittadini ad un passaggio storico così importante. Secondo lei c’è questo pericolo?

“Credo che i tempi siano maturi per far capire ai cittadini che il periodo delle vacche grasse è terminato: c’è necessità di economizzare! Lo abbiamo visto anche dalle nostre parti: non ha senso che ogni comune si affanni per costruire palestre e palazzetti dello sport, perché i costi non sono più sostenibili. È meglio invece gestire assieme i servizi esistenti?.

A Cupra Marittima – così come in provincia – si voterà il prossimo giugno per le elezioni amministrative. Crede che la campagna elettorale toccherà questo tema?

“Si tratta di un argomento cruciale e credo che le sensibilità dei cittadini siano allertate anche su questo progetto: chiunque lo inserirà nel proprio programma di governo non faticherà a trovare consensi fra la popolazione, anzi, sfonderà un portone aperto!?

Due ultime domande: riesce ad immaginare i confini amministrativi della “Città Grande?? E riesce a suggerire un nome?

“Sicuramente, partendo da San Benedetto, devono essere comprese Grottammare, Acquaviva, Ripatransone, e, assieme a Cupra, Massignano, Montefiore, Carassai, che sono paesi con i quali abbiamo un rapporto molto stretto. Riguardo Monteprandone, bisognerà verificare il tipo di rapporti che ci sono tra i comuni della Vallata del Tronto e San Benedetto, e quale sarà il percorso più aggregante per le città vallive. Rispetto al nome, invece, ce lo abbiamo già per metà: oltre a Riviera delle Palme bisognerà aggiungere qualche riferimento al nostro splendido sistema collinare?.

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