Domenica 7 marzo 2004, SAMBENEDETTESE – GIULIANOVA.
C’erano tutti i presupposti per una giornata indimenticabile – la Samb aggrappata con le unghie ad un sesto posto distante una sola lunghezza dalla posizione numero cinque, quella buona per i play off, il ritorno di Gaucci in Riviera, una squadra in salute reduce da due vittorie ed un pareggio, l’entusiasmo del “ringalluzzito” popolo rossoblu – eppure l’epilogo di questa prima domenica di marzo è stato amaro, per molti, troppi motivi. Quali?

La Samb “in bianco” per il secondo turno consecutivo e la curva che dovrà ricucire qualche piccolo (speriamo) strappo al suo interno…

La Samb odierna è la solita squadra che fa una fatica immane a strapparsi di dosso l’etichetta di team da trasferta. I “corsari” di casa nostra quando si tratta di costruire, di avere il pallino del gioco per le mani, stentano da morire e il generoso e paziente pubblico del Riviera assiste al consueto estenuante spettacolo da terza serie, alla faccia di un organico di tutto rispetto…

La partita di oggi poi sarà ricordata per quei cinque-dieci minuti a metà ripresa in cui il nervosismo latente (niente a che vedere con il match…) che serpeggia tra i vari gruppi della Nord esplode in una sorta di “zuffa” della quale risulta difficile spiegare con esattezza i motivi. O meglio, di ragioni ce ne sono pure, a patto però che si entri nel “clima partita” già dalla sera di sabato.

Perché? Perché sabato sera Gaucci è in città e se ne va a cena con diverse persone del posto, tra cui un paio di ultras che abitualmente frequentano la curva. La cosa non va giù alla Nord. Magari bastava stampare due copie in più di quei volantini gialli distribuiti prima dell’incontro casalingo contro la Vis Pesaro!!

Domenica mattina altro “strappo”. I gruppi della Nord si danno appuntamento in centro con l’intenzione di partire tutti insieme, compatti, con le macchine e giungere allo stadio come se il blocco del traffico non ci fosse; un modo per protestare, in maniera civile, contro una misura ingiusta che resiste da ormai troppo tempo.

L’appello non viene raccolto da tutti, anzi l’Onda d’Urto è l’unico gruppo a presenziare il previsto meeting; tutti gli altri diciamo che non danno peso alla cosa, preferendo rimandare al lunedì, giorno in cui è previsto l’incontro con il Questore, per porre rimedio alla scottante vicenda.

Piccolissima nota polemica: la Prefettura stabilisce un incontro solo dopo aver saputo della protesta organizzata degli ultras? La decisione era stata presa dalla tifoseria organizzata la sera di martedì, nella consueta riunione settimanale, ma la notizia era inevitabilmente trapelata.

Eccolo allora appena descritto il citato “nervosismo latente”; il bicchiere sta per traboccare, le acque al suo interno sono agitatissime. Prima inondazione: il lanciacori “principe” della Nord non è al suo posto, ce l’ha con gli altri gruppi per il forfait mattutino.

La curva, orfana del suo leader carismatico, risente di questa mancanza, ci mette in diversi frangenti molto impegno, ma se la partita non conferisce stimoli a sufficienza e viene meno anche la presenza del proprio “sacerdote”, appare inevitabile che il Tempio del Tifo si smarrisca a più riprese, che quei canti da ripetere con rabbia e decisione diventino preghiere recitate intimamente, con un filo di voce…

Ci saranno certo anche dei moti d’orgoglio, ma nel complesso la prova odierna della Nord non convincerà del tutto e meno male che i circa 500 giuliesi in curva sud non ne approfittano.

Pirates, Brigate, Blasco, Crazy Boys e Diffidati (campeggia anche la scritta “Alfredo c’è” e un improbabile “Tortoreto sempre e solo giallorosso”) si dimostrano inferiori ai cugini d’Abruzzo di Teramo e Chieti visti all’opera qui in riviera: destano una migliore impressione rispetto all’anno scorso, ma dopo un primo tempo così così nella ripresa sembrano cadere in uno stato di “coma sportivo” – benedetto spettacolo…
Il guaio (per loro) è che solo lo spicchio centrale del settore incoraggia i giallorossi, mentre ai lati le braccia se ne stanno tranquillamente incrociate e le bocche ostinatamente cucite.

La Nord risponde in positivo solo con il colore di bandiere, stendardi e sciarpe e con la voce di quasi tutto lo stadio che timidamente prova a cantare il “Nuttate de lune” di Ernesto Spina, inno della “sambenedettesità”. Qualche sciarpa nei distinti e poi gli applausi di tutto il Riviera. Insistiamoci…

Dietro la porta della Nord appare la grande scritta “La Qurva è con voi!”, messaggio di sostegno a quei quartieri in zona “ponterotto” (verso Acquaviva) che protestano contro la possibilità di vedere costruiti al posto degli edifici scolastici, delle nuove palazzine da abitare.

La curva mostra un altro striscione, ovvero quello firmato dal Nucleo, in memoria di Daniela (“Ciao Daniela”), la tifosa rossoblu recentemente scomparsa.

Per il resto ben poco da annotare in questa giornata di tifo non all’altezza del “blasone Samb”.
Gaucci se ne sta in tribuna (nessun coro scandito a suo favore…) – dopo aver ricevuto una sciarpa della Nuova Guardia – si arrabbia con l’arbitro e Trillini (toh, l’acqua calda!!), il Giulianova non fatica oltremodo a contenere gli attacchi sterili dei padroni di casa, noi dalla curva sembriamo desistere dall’indossare la “camiseta 12” e ci mostriamo forse più attenti ai vari “parlottamenti” tra gli esponenti dei gruppi, assistiamo alla sorta di zuffa già menzionata, sperando che il 90° arrivi il più presto possibile.

Giungiamo a una manciata di minuti dal termine del match, i giuliesi ridanno segnali di vita (dopo la “coreografia” di inizio secondo tempo fatta di strisce giallorosse patinate), la Nord contesta mister Trillini, chiama generosamente, molto generosamente, la squadra sotto il settore perché non può e non deve “mollare”. Poi qualche coro contro gli ospiti e via, a casa.
Parola d’ordine: “ricompattarsi”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 228 volte, 1 oggi)