Questo sabato la libreria di San Benedetto Oggi propone ai suoi affezionati lettori un libro che ha a che fare col tema prettamente ultras.

L’opera in questione – “Diari di una domenica ultrà? – è stata pubblicata nel 2000 (editore Franco Angeli) da un ultras della ex Fossa dei Grifoni della gradinata Nord di Genova, Luca Vincenti. L’argomento è quello scottante e drammatico di una delle ultime morti in ordine temporale – l’ultima è quella del giovane Ercolano, tifoso partenopeo deceduto al Partenio di Avellino il settembre dello scorso anno – che ha macchiato il calcio ed il movimento ultrà: mi riferisco alla morte di Vincenzo Spagnolo, detto “Spagna?, tifoso (attenzione, non ultras) genoano ucciso per mano di un ultras milanista prima del match di serie A Genoa – Milan, datato 29 gennaio 1995, nei pressi dello stadio Luigi Ferraris.
A distanza di oltre ventiquattro mesi (maggio 1997), quando ancora i presunti responsabili dell’accaduto dovevano essere processati, l’autore inizia un’indagine che si protrarrà per quasi tre anni e il cui frutto è questo libro davvero molto intenso diretto ad un pubblico ultras e non, perché lo scopo è quello di “ricordare Vincenzo Spagnolo, farlo vivere in una memoria scritta per far sì che non lo si dimentichi nella sua dignità di essere umano e non come un mito o un’icona del mondo ultrà?.

Ricordare dunque. Ricordare un ragazzo che ha perso la vita prima di un incontro di calcio – il padre, Cosimo, nella lettera in apertura di libro scrive “non si può morire per una partita di calcio!?.

Vincenti ha ben chiaro questo aspetto e tenta proprio di far rifletter il movimento ultras affinché esso raggiunga la consapevolezza riguardo la pericolosità di determinati atteggiamenti, quali il porto di armi da taglio atte ad offendere il “nemico?, perché il fenomeno della violenza negli stadi di calcio deve essere prevenuto dagli stessi tifosi.
Spagna ha trovato la morte in questo modo, ferito da un coltello di un tifoso rivale.

“Basta lame, basta infami?, scriveranno su uno striscione le curve di tutta Italia, all’indomani del tragico fatto e subito dopo il raduno ultras, il primo della storia del movimento, tenutosi a Genova la domenica successiva, il 5 febbraio. Il campionato di calcio decide di fermarsi per una giornata, i tifosi tentano la via del dialogo, del confronto. Per la prima volta…

Luca Vincenti racconta e spiega al lettore tutto questo ed anche più, tenendolo incollato dall’inizio alla fine, sviscerando il racconto di quella nefasta domenica di gennaio, i retroscena, le motivazioni (spiegando per esempio il perché della rottura di quello che una volta era un gemellaggio tra genoani e milanisti), illustrando chi era Vincenzo Spagnolo e cos’ è un gruppo ultrà, quando e come nasce, le sue norme, i valori, la struttura, le finalità, perché come detto in precedenza il libro è rivolto anche a chi non conosce l’ “abc? del movimento giovanile più diffuso in Italia (e non solo).

I fatti su cui si basa il lavoro sono estrapolati in parte dagli atti del processo ai danni dei responsabili, in parte dalle interviste che sono state fatte ad alcuni tifosi – genoani ma anche milanisti – presenti al momento degli scontri, ed in parte dalla letteratura rilevante in merito al tifo violento.

Un lavoro da sociologo ma anche e soprattutto da ultras, il quale sa come muoversi all’interno di questo “mondo? talvolta contraddittorio (e lo fa in maniera davvero lucida e razionale, a dimostrazione che simili argomenti possono e debbono essere trattati solo da chi vive il fenomeno dal di dentro), ma che pure possiede un irresistibile fascino aggregante per milioni di giovani e meno giovani.

Michele Natalini

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