“Salviamo la sanità pubblica”: è l’appello del consigliere comunale Ds, Federico Olivieri. L’esponente dell’opposizione in una nota attacca duramente i mass media, responsabili, secondo lui, di condurre una campagna denigratoria nei confronti delle stutture sanitarie pubbliche e dei suoi operatori.

“Da un po’ di tempo- rileva Olivieri- sembra che l’unico sport dei mass media sia quello di ospitare reclami e proteste nei confronti della sanità pubblica. Non passa giorno che sulle colonne dei giornali o sui piccoli schermi non appaia una segnalazione negativa nei confronti dell’ospedale. E’ fuor di dubbio che dietro quegli articoli qualcosa, un po’ di fumus, esista ma sarebbe opportuno, secondo l’etica professionale, verificare i casi con attenzione, senza gettare il tutto nel calderone, tanto…”

“C’è da chiedersi perché mai tutto scorre con facilità quando c’è dal colpire la sanità pubblica- accusa il consigliere- mentre per quella privata si muovono tutti con i piedi di piombo: c’è forse omertà o timore di incorrere in denunce per diffamazione? Chi, invece, protegge l’ospedale, che si prende l’impegno di chiarire, di precisare, soprattutto di smentire le segnalazioni infondate o pretestuose? Purtroppo, mentre i privati sono sempre pronti (e interessati) ad intervenire, nelle strutture pubbliche si ha l’impressione di un certa sufficienza o il negativo fatalismo del tanto c’è poco da fare contro i denigratori di professione!”

Olivieri si produce in una strenua difesa della sanità pubblica, paventando il rischio che quella privata abbia presto il sopravvento: “Ma i cittadini hanno conoscenza comprendono quale conquista sociale abbia rappresentato nei confronti dell’Europa e degli States? Quanto sia doveroso per tutti noi difenderla per non perderla; la privata (a pagamento!) è sempre pronta dietro l’angolo…”

La sanità è ‘malata cronica’ ma può essere ancora salvata: “Quali sono, nella maggioranza, le contestazioni che cadono, ad esempio, sul Pronto soccorso? Soprattutto i tempi di attesa. Ma quanti sanno che esistono tre codici di intervento prioritario: quello rosso, verde e bianco che danno precedenza sugli altri, per cui chi non è in emergenza deve avere pazienza? Altra contestazione: le lunghe liste per ottenere visite specialistiche ed altro. Ma si crede veramente che si tratti di “dispetti” nei confronti degli utenti? Purtroppo no, il problema sta nelle esigue piante organiche, nella carenza di sempre nuove e sufficienti attrezzature per mancanza di fondo”.

“Tutti gli operatori della sanità- aggiunge l’esponente Ds- dall’ota al primario, lavorano con esubero di ore, che non vengono nemmeno retribuite! Noi chiediamo più investimenti in risorse umane e tecnologiche affinché la sanità pubblica possa rispondere in maniera sempre più efficiente alla domanda di salute dei cittadini. C’è poi questa falsificata immagine di una sanità che guarisce tutto, dovuta agli spot televisivi, alla eccessiva semplificazione delle patologie da parte di sempre più numerosi “docenti universitari”, ma in ospedale si arriva ammalati e bisogna sempre fare i conti con le molteplici affezioni: non siamo in un centro fitness!”

“Mi piacerebbe che ci fosse più rispetto per la sanità pubblica, per l’ospedale, per gli operatori” conclude Olivieri. “Comprensione che significa anche difesa di noi cittadini. Quando, poi, si presentano casi veramente pesanti e realmente accaduti, nessuno intende nasconderli, anzi proprio chi opera nella sanità pubblica pretende che vengano repressi e puniti”.

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