Uniti verso la vittoria

Dopo la vittoria di Foggia, il pareggio di Taranto; davanti, una settimana di pausa che dovrebbe servire per ricompattare un gruppo che ancora, per forza di cose, non si conosce benissimo. E invece c’è una persona che, suo malgrado, vive ancora “sulla frusta”: l’allenatore della Samb Sauro Trillini.

Per qualcuno, la Samb vista a Taranto è stata talmente brutta (neanche un tiro in porta) da far dimenticare il successo di Foggia e i sei risultati utili consecutivi che la Samb ha alle spalle. Ma stavolta le critiche ci sembrano ingenerose: che la Samb non offra spettacolo non l’abbiamo scoperto a Taranto, ma stavolta, oggettivamente, le giustificazioni del tecnico anconetano sono talmente evidenti da dimezzare la portata delle polemiche. Il prato dello Jacovone era più adatto ad una partita di pallanuoto che di calcio: ed essere usciti indenni da una gara del genere non può che rallegrare, perché in altre occasioni incontri del genere finiscono con una sconfitta (meritata). Va fatto notare che negli ultimi due campionati la Samb non è mai stata capace di realizzare tre vittorie consecutive: un piccolo contrappasso rispetto alle abbuffate di mister Mei in Serie D (dieci vittorie di fila) e di Colantuono in C2 (nove).

I rammarichi però, non mancano. Innanzitutto, per la prima volta Trillini ha avuto la possibilità di schierare la migliore formazione disponibile (mancavano Manni e Pedotti, ma le alternative non hanno demeritato), soprattutto in riferimento al centrocampo. A questo punto, crediamo che il tecnico anconetano abbia “quasi” definitivamente varato quello che ritiene essere il quartetto di centrocampo migliore: Maschio a destra, Esposito a sinistra, la coppia Napolioni e Filippi al centro. Di rimpiazzo, signori calciatori come Martusciello, Gennari e Hilario, a conferma che la Samb uscita dal mercato di gennaio è un vero e proprio squadrone.

Questo dunque è l’accusa che viene rivolta a Trillini: avere una squadra più forte delle concorrenti che invece resta ai margini della “impenetrabile” zona play-off. Da questa presunta accusa, se ne esce in un solo modo: vincendo. Trillini sa che questo è quanto gli chiedono i tifosi di San Benedetto: città dove ci può essere uno stato di tensione anche superiore rispetto ad altre piazze, ma crediamo che sia molto più piacevole ottenere risultati a San Benedetto che in altre città un po’ più fredde.

A proposito di pubblico sportivo, abbiamo notato come quello tarantino, pur tra mille difficoltà, resta estremamente caloroso ed “infiammabile”: un bene, quando le cose vanno per il meglio, ma un problema nei momenti più difficili. Senza entrare nel merito della situazione tarantina, forse sarebbe opportuno che a San Benedetto, da qui fino al prossimo incontro con il Giulianova, Trillini sia esentato da polemiche inutili: la Samb è in corsa per la Serie B e il mese di marzo ci dirà quali sono le possibilità della Samb. Play-off o un problematico primo posto? Ci accontenteremmo anche della prima opzione, pur di portare agli spareggi una squadra tonica, convinta e un ambiente caricato verso l’obiettivo della vittoria. Ci sarebbe anche da eliminare il silenzio stampa, ma questo, ormai, fa parte della…storia (sono quattro mesi che nessun esponente della Samb rilascia dichiarazioni agli organi di informazione). Pensiamo a battere il Giulianova per entrare nel vivo del campionato.

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