È favorevole ad una integrazione territoriale dei comuni della “Riviera delle Palme�?

“Credo che questo potrà avvenire per quei temi che sono di interesse generale, in cui le valutazioni politiche sono minori. Faccio riferimento ad argomenti come l’ambiente e le politiche sociali. Se invece avessimo un territorio governato da uno stesso colore politico, si potrebbero sperimentare delle soluzioni anche più ardite. A livello di comprensorio ci sarebbero comunque notevoli benefici da questa integrazione: penso ad esempio al processo di Agenda 21, che è un argomento trasversale agli schieramenti politici e dove stiamo collaborando con comuni di ogni orientamento politico. Ci potrebbero essere dei problemi, invece, per quei temi molto influenzati dalle politiche nazionali, dove si è portati, per definizione, a dividersi. Ma si potrà ovviare a questo inconveniente agendo tramite delle deleghe parziali.�

Secondo lei ci sono le possibilità di realizzare un’Unione dei Comuni che orbitano attorno a San Benedetto?

“Non è facile fare una valutazione del genere, ma dal mio punto di vista sono favorevole ad un’Unione della “Riviera delle Palme� che coinvolga l’entroterra. Per esempio paesi come Acquaviva, Monteprandone e Ripatransone andrebbero a completare persino l’offerta turistica di San Benedetto, Grottammare o Cupra. Se, per ipotesi, nel prossimo consiglio comunale si voterebbe a favore di un’Unione di Comuni, io darei il mio assenso.�

Quali sarebbero i benefici di un’Unione di Comuni?

“Ci sarebbe una razionalizzazione delle risorse, che sono sempre meno, e non si sprecherebbe denaro pubblico. Ad esempio non ha senso che Acquaviva costruisca una piscina, ma è più opportuno convenzionarsi con la piscina di San Benedetto e destinare i fondi disponibili alla ristrutturazione degli impianti sportivi esistenti. Lo stesso discorso vale per i Piani Regolatori. Non ha più senso fare Piani Regolatori comunali: io potrei insediare un’area industriale in prossimità di un comune che in quella zona ha problemi di viabilità. Bisogna ragionare per aree vaste e non su porzioni di territorio: penso anche a percorsi di trekking, di ciclocross o di piste ciclabili che non possono essere pensati esclusivamente nel territorio di un comune.�

Ha pensato a quale denominazione dare a questa unione di comuni?

“Date le caratteristiche storiche, culturali ed economiche della nostra area, credo che il nome più appropriato dovrà tenere conto di tre fattori: la denominazione “Riviera delle Palme�, un riferimento alle origini picene di questa terra, e un possibile aggancio con il nome di Truentum.�

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