Cosa pensa di una possibile integrazione territoriale tra Marche e Abruzzo?

“Penso che l’integrazione sia necessaria. Prima di noi la Chiesa aveva avuto questa lungimiranza, tanto che la nostra Diocesi arriva oltre i confini del Tronto, includendo anche Colonnella, Martinsicuro e Sant’Egidio, ossia un territorio che va oltre le Marche. Se vogliamo avere un ruolo e svolgere una politica di attrazione dobbiamo rivolgerci soprattutto a sud.. È contro natura pensare di attrarre gente da nord. Dobbiamo pensare di essere punto d’attrazione di un territorio ampio nelle Marche, quindi puntare al progetto di una città territorio, che non abbia limiti né di fiumi né di mare. Perché il mare deve diventare un’opportunità e non un limite?.

Non crede che l’attuale frammentazione del nostro territorio ne limiti le possibilità di sviluppo economico-sociale, soprattutto nell’ambito del turismo?

“Certo. Io non amo citare me stesso, preferisco riportare il pensiero di altri amici che sono intervenuti in questa materia. Penso a Nazzareno Torquati, Mauro Calvaresi, Nino Capriotti, che spesso hanno parlato di S.Benedetto non come un semplice centro di 43.000 abitanti e di 24km quadrati ma come città-territorio che riesce a ragionare come una realtà di circa 100 mila abitanti in un territorio assai più vasto. E’ necessario varcare gli attuali confini. Solo così potremo ambire a restare la capoclasse o la regina del turismo in questo territorio. Certo, la politica gretta, conservatrice e miope di chi sta governando oggi va nella direzione opposta?.

Non pensa che un primo passo verso l’integrazione sia quello di stilare programmi comuni per il calendario delle manifestazioni estive?

“Dobbiamo partire sempre dalla realtà: il consorzio Riviera delle Palme era nato proprio con quest’obiettivo. Purtroppo oggi la situazione è cambiata: l’Amministrazione non crede più in questo progetto. Solo gli albergatori stanno cercando di riprendere il bandolo della matassa. In questi anni le amministrazioni di centrodestra hanno assegnato il ruolo di leader del turismo ad Ascoli, quando sappiamo tutti che la regina di presenze e arrivi nelle Marche è San Benedetto. C’è chi costruisce e chi distrugge. Confido nel fatto che le associazioni di categoria resistano, in attesa di una nuova primavera?.

Nel vostro schieramento è stata mai affrontata questa ipotesi? Se sì con quali esiti?

“La nostra azione politica è stata sempre improntata, in ogni settore, alla prospettiva dell’integrazione. Il centrodestra opera invece nella direzione opposta. Un esempio? Quando il centrodestra si ostina a parlare di ippodromo alla Sentina, noi pensiamo a quest’area estesa naturalmente a Monsampolo. E’ nella cultura del centrosinistra lavorare per una città-territorio. E’ nella cultura del centrodestra, alla prova del governo, lavorare per un’idea di città chiusa. Oggi c’è un’implosione, si pensa che S.Benedetto possa vivere chiusa in se stessa. Noi invece pensiamo che questa città possa e debba vivere proiettandosi all’esterno. Il Consorzio Turistico Riviera delle Palme è nato con l’intento di unire e promuovere le inziative dei comuni a vocazione turistica.?

Secondo lei gli opposti schieramenti politici riusciranno mai a trovare un’intesa comune su questa ipotesi di integrazione politico-amministrativa?

“Assolutamente no, ci divide la cultura, la storia, ci divide una filosofia di fondo. L’idea che si può essere autosufficienti, che si può e si deve guardare solo dentro il proprio orto, è tipica della destra. C’è una cultura invece di chi è aperto al nuovo. Penso alla splendida opera di Kostabi che si trova in viale Moretti: l’immagine di quell’uomo con una finestra aperta sul mondo racchiude l’idea del dare e ricevere senza limiti. La destra non avrebbe mai potuto far realizzare una scultura di questo genere. C’è voluto Sgarbi per imporre al centrodestra l’opera ‘Il saluto di Ubu’ di Baj, uno degli artisti più famosi del 900?.

L’ex assessore Torquati afferma che la via più concreta per raggiungere questo obiettivo è l’Unione tra comuni (già praticata nella Valdaso e nella Val Vibrata): è d’accordo?

“Non so se questa sia la via più breve. Credo che tra non molto leggeremo sulla stampa che anche altri comuni della vallata del Tronto avranno creato un consorzio per la gestione dei servizi. La fusione è una cosa diversa, è ciò che stanno tentando di fare Sant’Elpidio a Mare e Porto S. Elpidio. Sono cose giuridicamente diverse. Io mi accontenterei in questa prima fase di poter avere accordi tra i comuni limitrofi. Mi accontenterei che funzionassero bene i Piani Territoriali di Coordinamento, che sono dei piani regolatori generali sovracomunali. Oggi, di fatto, non c’è differenza tra parlare di Martinsicuro, Colonnella, San Benedetto, Grottammare, Monteprandone, Acquaviva, Ripatransone. Il problema è capire che in questo territorio non tutti possono fare tutto. San Benedetto può divenire città commerciale e del terziario avanzato?.

San Benedetto dovrebbe essere una città leader, quindi?

“Sì. Leader con i fatti, però, non solo sulla carta. Pensate, il centrodestra ha portato i comuni del comprensorio a chiedere che l’assemblea dei sindaci cambiasse il suo presidente: non più Martinelli ma il sindaco di un comune vicino. Oggi nelle iniziative culturali sono leader Ripatransone e Offida. I giovani se vogliono vedere uno spettacolo interessante devono andare alle Fonti a Ripa o in piazza ad Offida, non a San Benedetto?.

Ha in mente ipotesi meno ‘vincolanti’ sul piano legislativo per favorire l’integrazione tra comuni?

“Esiste un’alternativa credibile: la via politica, quella dei protocolli d’intesa?.

Potrebbe suggerirci un nome da dare ad un’eventuale realtà territoriale integrata?

“Pasqualini su questo aveva coniato un bel nome: ‘Albanova’. Ma ora non bisogna pensare a queste cose, dobbiamo badare alla politica e all’amministrazione del territorio. Meno fantasia e più piedi per terra: c’è bisogno che questo territorio si promuova. L’anno scorso non siamo neanche andati alla borsa internazionale del turismo di Milano: quest’anno l’hanno capito e se ne vantano. Con un’amministrazione così diventa difficile pensare ad una città-territorio. Non occorrono azioni eclatanti, è necessario agire quotidianamente. Noi sicuramente ci impegneremo, una volta tornati al governo, ad operare in questa direzione?.

Lei, nel citare i territori concatenati a San Benedetto, ha escluso Cupra: perché?

“Cupra è un territorio interessantissimo dal punto di vista turistico, perché ha una valenza archeologica di notevole interesse, ha anche una notevole ricchezza sul mare e fa parte del Consorzio turistico Riviera delle Palme. Perciò dovrebbe essere inserita in questo territorio ampio. Dobbiamo avere la capacità di attrarla verso di noi. I centri che ho già citato gravitano naturalmente intorno a San Benedetto, con Cupra, invece, c’è un rapporto ancora da trovare. Però, ripeto: il centrosinistra al governo ha dato vita al consorzio turistico Riviera delle Palme, quindi Cupra già ne fa parte?. (PD)

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