Per la città di San Benedetto e il territorio circostante, ritiene utile un’ipotesi di integrazione politico-amministrativa sempre più forte?

“Sì, oggi la competizione avviene per sistemi terriroriali, non per campanili!?

Come ritiene si possa superare l’attuale frammentazione territoriale che danneggia l’economia locale (si pensi al turismo, alle politiche economiche, alla pianificazione del territorio, al mancato coordinamento intercomunale)?

“Col concetto di città-territorio, che traduce la visione lamalfiana dei comprensori omogenei in sostituzione delle province che dovevano essere abolite dopo la costituzione delle regioni?.

Crede che nel lungo periodo si possa giungere alla creazione di una nuova città (come sta avvenendo tra Porto Sant’Elpidio e S.Elpidio a Mare) o è un’ipotesi impraticabile? Crede sia percorribile la strada dell’Unione di Comuni (Valdaso, Val Vibrata) o esistono altre soluzioni?

“Di fatto San Benedetto è in rete con un continuum territoriale che scavalca anche il Tronto.

In futuro la razionalizzazione delle funzioni porterà necessariamente alla creazione di una nuova città?.

Se al prossimo consiglio comunale, per ipotesi, si dovesse approvare la creazione di una forma d’integrazione politico-amministrativa tra San Benedetto e i comuni dell’hinterland, sarebbe favorevole o contrario?

“Favorevolissimo. Vedrei finalmente attuata la concezione repubblicana dei comprensori al posto delle province?.

Se la creazione di una sola città per la “Riviera delle Palme? fosse già realizzabile, quali comuni dovrebbero farne parte? Ha già in mente una possibile denominazione?

“Cupra, Grottammare, Ripatransone, i comuni della Val Menocchia, Acquaviva, Monteprandone, Martinsicuro. Un nome? Riviera delle Palme?.

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