Per un portiere queste sono le partite più difficili: sotto la pioggia battente, in attesa che qualcosa avvenga. Quel “qualcosa? si è andato materializzando nei primi minuti della ripresa: Taranto all’attacco, calci d’angolo a ripetizione, ma tiri in porta pochi o niente. Fino al 12’ minuto della ripresa quando, grazie ad uno scivolone di Cottini, Vidallè ha avuto l’opportunità di lanciarsi liberamente verso la porta di Aprea: appena entrato in area di rigore, l’ex aquilano ha calciato quasi a colpo sicuro. Il gol sembrava cosa fatta, e invece il portiere napoletano ha compiuto un intervento prodigioso, di puro istinto, respingendo il pallone in calcio d’angolo, deviandolo con il proprio corpo. È stato l’unico intervento serio di Aprea in tutta la partita, ma anche l’unico gesto atletico rilevante in una partita impossibile, giocata su un prato che sembrava un acquitrino. Punto d’oro quello di Taranto? Probabilmente, ma anche un punto firmato Peppino Aprea, portiere dall’istinto partenopeo.

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