Si torna indietro, dal concetto di integrazione scolastica, ad uno, teoricamente cancellato, di “assistenza?, privo di qualsiasi principio educativo e di apprendimento.
In sintesi, il decreto si applica solo a situazioni di gravità, mentre dovrebbe essere utilizzato per l’accertamento di tutte le patologie stabilizzate o progressive; nulla si prevede per le numerosissime difficoltà di apprendimento (bisogni educativi speciali) non riconducibili a certificazione sanitaria. Inoltre si segnalano alcuni aspetti nocivi della qualità dell’integrazione scolastica come l’utilizzazione impropria degli insegnanti per il sostegno e la mancata specializzazione di quasi il 40% degli educatori e dei dirigenti scolastici. In conclusione, si chiede di concordare “linee guida? concernenti l’inclusione scolastica quale aspetto essenziale della qualità di tutto il sistema di istruzione.

Denise Antinori

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