PRIMA PARTE

Signor Torquati, qual è la sua opinione circa la possibilità di istituire una unione di comuni tra San Benedetto e le città limitrofe?

Credo che le basi per un’operazione del genere siano prima di tutto culturali. San Benedetto nel dopoguerra ha avuto una crescita della popolazione vertiginosa, quasi unica nel panorama italiano. Questo è avvenuto anche perché circa il 60-70% degli immigrati sambenedettesi di quegli anni proveniva da paesi dell’immediato entroterra. San Benedetto è un paese di frontiera! C’è un humus, nella città, che non è riconducibile esclusivamente a San Benedetto, quanto piuttosto al territorio circostante. Ancora oggi, devo ripeterlo, il 50% dei residenti non sono nati a San Benedetto, e circa il 30% dei suoi abitanti sono sambenedettesi solo da una generazione. In pratica la quota di popolazione che aveva nonni residenti a San Benedetto è di circa un quinto del totale degli abitanti. Pochissimo.

Quali comuni dovrebbero partecipare a questa operazione politico-amministrativa?

È facile indicare i comuni appartenenti all’area di San Benedetto: Grottammare e Monteprandone, che possono essere considerate come vere e proprie appendici dell’area urbana sambenedettese. A queste si devono aggiungere Ripatransone, un gioiello che ha un territorio di oltre settanta chilometri quadrati per larga parte rurali; Cupra Marittima, che vive in simbiosi con Grottammare e Ripatransone per ovvie vicinanze territoriali; Acquaviva, che è da tempo parte integrata a San Benedetto; e anche Monsampolo del Tronto, che manifesta decisamente la propria propensione per questo tipo di soluzione. Va invece purtroppo considerato che ci sono delle difficoltà di tipo amministrativo per aggregare i comuni abruzzesi di Martinsicuro e Alba Adriatica, che comunque sono fortemente connessi con San Benedetto.

Esistono dei passaggi legislativi che descrivono l’iter da compiere per arrivare ad un coordinamento territoriale tra comuni? Ci sono alternative nel processo, o il cammino da compiere è rigido?

Esistono naturalmente diverse leggi che disciplinano il percorso di unione tra comuni. Non dobbiamo andare molto lontano per verificare la loro applicazione: esiste da qualche anno l’Unione Comuni della Valdaso, mentre si sta procedendo ad una “fusione” tra i comuni di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare. Queste sono le due alternative possibili: l’unione o la fusione. Diciamo che nel nostro caso si deve puntare alla prima delle due: successivamente, se lo si vorrà, si potrà giungere ad una effettiva fusione.

Quali sono le differenze tra “Unione di Comuni” e “Fusione di Comuni”?

Entrambe sono descritte dalla Legge 142/90, che ha disegnato il nuovo ordinamento delle Autonomie Locali. Da questa legge ne derivano, poi, diverse altre che ne approfondiscono i campi di applicazione. Quando parliamo di fusione, intendiamo dire che da due o più comuni iniziali, ne resterà uno solo: un solo sindaco, un solo assessore per ogni area, un solo ufficio che si occupa di una determinata materia. L’unione di comuni, invece, contempla alcuni passaggi intermedi.

Possiamo descriverli?

Innanzitutto deve essere stilato un regolamento dettagliato che dovrà poi essere approvato dai Consigli Comunali. Nel regolamento vengono descritti i temi che vengono delegati ad una sorta di giunta extra-comunale: si tratta di un organismo che può comprendere i Sindaci dei Comuni coinvolti o gli assessori che hanno ottenuto una delega. Ad esempio, si può scrivere nel regolamento che l’unione di comuni dovrà prevedere l’esistenza di una “extra-giunta” per gli assessori all’urbanistica, che potranno determinare come pianificare il territorio soltanto attraverso una discussione congiunta tra di loro. Alcune materie, invece, potranno non essere delegate (ad esempio, il Bilancio) a seconda delle particolari esigenze locali. In ogni comune, ad ogni modo, dovrebbero essere istituiti dei Comitati Promotori, aperti a tutti i cittadini, che stimolino alla realizzazione di questo percorso.

Clicca sotto per leggere la seconda parte dell’intervista a Torquati:
http://www.sambenedettoggi.it/?p=4432

Clicca sotto per leggere l’introduzione all’intervista a Torquati:
http://www.sambenedettoggi.it/?p=4431

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