Nazzareno Torquati vanta un curriculum personale duttile – imprenditore nel campo della lavorazione dei prodotti ittici, ex assessore del Comune di San Benedetto, ex presidente del Comitato che presiedeva il Distretto Agroindustriale, ex presidente della Samb Calcio, che ha mantenuto il titolo sportivo proprio grazie a lui – quanto ferme sono alcune sue convinzioni.

Una di queste, forse quella che lo stesso Torquati ritiene decisiva per San Benedetto e per il territorio che ad essa fa riferimento, è il tema della “Città Metropolitana” per la zona della “Riviera delle Palme”.

Parliamoci chiaro: San Benedetto è una città satura, ci sono poco più di venticinque chilometri quadrati di superficie e pensare a politiche serie di sviluppo (economico, culturale, sociale, ambientale) su una fazzoletto di tal genere equivale ad impostare una partita a scacchi senza possibilità di spostare neanche la più insignificante pedina. Come può San Benedetto, una città che ha voglia di dinamismo e di innovazione, essere la locomotiva dell’intera “Riviera delle Palme”?

L’unione fa la forza – è un proverbio e come tale contiene antica saggezza: pensiamo a quanto potrebbero essere più efficienti le politiche urbanistiche, economiche, turistiche, commerciali, sociali e culturali se tutti i comuni della nostra zona (comprese Martinsicuro e Alba Adriatica che potrebbero essere comuni satelliti della auspicata nuova città), invece di proporre ricette contrastanti e talvolta in fratricida concorrenza, lavorassero per obiettivi comuni, concreti, misurabili, certi (in molti casi questo già avviene, per cui lo sforzo da compiere sarebbe, più che attuativo, organizzativo).

Non si tratta di destra o sinistra, non si tratta di piccoli interessi di bottega: chi sarà lungimirante saprà sposare una giusta causa e sfruttarla anche a fini politici (il 90% degli elettori che hanno risposto al nostro questionario su Sambenedettoggi.it era favorevole all’unione dei comuni della “Riviera delle Palme”), chi invece spera in una popolarità provincialotta e in un avvenire mediocre dovrà dichiararlo, se non con le parole, con i fatti (rinunciatari). Nazzareno Torquati, giova precisarlo, non è tra questi ultimi.

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