Tino Borneo eroe di Foggia. Tino Borneo l’uomo che ha scritto il suo nome su una vittoria che potrebbe significare, per la Samb, l’occasione della svolta. Come due anni fa a Mantova: stesso risultato (0-2), stessa sofferenza iniziale (oggi, per la verità, un po’ di più), stesso scontro tra due squadre che erano ai margini della zona play-off, stessi gol nella ripresa.

Borneo è già entrato nel cuore dei tifosi della Samb, che uscendo dallo stadio Zaccheria (gli spalti erano vuoti, la partita terminata da venti minuti), hanno intonato più volte il suo nome.

Borneo, Tino Borneo, è un attaccante che si sta dimostrando di un altro livello rispetto a tutti gli altri del girone: non solo per i gol (14 di cui 4 con la Samb in quattro partite), ma anche per la bravura tecnica complessiva.

Non era facile far dimenticare due idoli come Scandurra e Zerbini, ma l’ex vissino ci sta riuscendo. Primo gol su rigore, battuto perfettamente alla sinistra di Rossi, che si era tuffato dall’altra parte. Seconda rete che entra di diritto nei contropiedi antologici, con triangolo tra Bifini e Martini e successivo assist di quest’ultimo per Borneo, pronto alla sponda nella porta vuota.

Peccato, davvero, non poterlo intervistare, non poter scrivere le sue parole che, crediamo, sarebbero colme di gioia. Borneo però deve avere un obiettivo chiaro in questo campionato: portare la Samb dove manca dal 1989, e scrivere il suo nome non solo su imprese come quella foggiana che equivalgono ad una “battaglia” vinta, ma anche sulla vittoria finale, che questa squadra ha i numeri per compiere (e da oggi anche molta serenità in più).

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