Il comunicato stampa lanciato sul suo sito ufficiale
dalla Sambenedettese Calcio poche ore fa ci ricorda
un episodio analogo del periodo in cui presidente della
Samb era Antonio Venturato. Analogo sì ma
completamente diverso (almeno credo e spero) per le
motivazioni che lo generarono.

Oggi, come tredici anni fa, viene dichiarata guerra agli
organi di informazione nelle persone dei corrispondenti
locali. Questi i fatti nudi e crudi dell’attuale momento
(vedi su SAMBTODAY il comunicato della società
rossoblù). Il futuro non lo conosciamo ma il passato sì.

Nel 1991 l’annuncio belligerante tramite altoparlante
dello stadio da parte di Venturato ebbe la seguente
reazione: i giornalisti si riunirono e decisero di fare
fronte comune, incrociando le penne per la gara che si
svolgeva quel pomeriggio: Samb-Casarano. Tutto si
esaurì lì, quello che avvenne dopo fa parte di una
parentesi molto lunga e raccapricciante della storia
nostrana.

Che succederà oggi o meglio domani? Dico domani
perché presumo che l’argomento verrà ampiamente
trattato domani mattina nella sede consiliare del nostro
comune dove (niente viene a caso!) alle ore 10 è in
programma una riunione tra giornalisti, organizzata
dall’Ordine dei giornalisti marchigiani.

Il mio augurio è che la storia non si ripeta, non tanto
per la classe giornalistica locale quanto per i
responsabili dell’ORDINE (Ci sarà anche il presidente
Rossetti) e del Sindacato giornalisti marchigiani (SIGIM
FNSI) che nell’epoca Venturato rimediarono la più
brutta figura della loro breve storia.

Giovanni Giacomini, segretario del Sigim, ci ha
dichiarato che la dura presa di posizione di Luciano
Gaucci scaturisce dalla ‘violenta’ reazione che il suo
sindacato ebbe dopo Samb-Teramo (ricordate la sala
stampata sbarrata?) nei confronti del patron della
Sambenedettese Calcio. Purtroppo una reazione che
ha avuto un’eco (ma forse è solo colpa mia) assai
limitato visto che a San Benedetto non si conoscono i
termini e le parole usati per condannare quella
decisione. Ritengo ingiusto che le redazioni
sambenedettesi non siano state informate
adeguatamente. Forse domani mattina nella sede
consiliare sambenedettese ne sapremo di più.

Aggiungo, per evitare fraintesi, che stavolta alla base
non c’è una motivazione valida (Gaucci non è
Venturato) ma probabilmente equivoci che vanno
chiariti prima possibile. Non ci risultano richiami
verbali (tranne uno poi chiarito) alla stampa da parte di
Luciano Gaucci né attacchi frontali (a ragione o non) e
tanto meno premeditati da parte dei giornalisti locali
che, anzi, al primo dissapore della Curva nord
(Samb-Benevento) si schierarono con la proprietà e
non con i tifosi che in quell’occasione avevano
sicuramente esagerato. Se c’è altro gradirei saperlo.

IL DIRETTORE

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