Introduco un appuntamento all’interno della nostra rubrica “L’Angolo del Tifo? che ci accompagnerà nelle settimane a venire – precisamente due sabato al mese – e che si occuperà dei libri che hanno come tema lo sport in generale, la sociologia dello sport ed i tifosi (anche e soprattutto appartenenti al mondo ultras).

Questo sabato tiriamo giù dagli scaffali della libreria di Sambenedetto Oggi “Giulietta è ‘na zoccola? di Cristiano Militello (Kowalsky editore), una delle opere attualmente più vendute in assoluto nelle librerie, il quale si inserisce all’interno di una serie di libricini usciti in passato che hanno come argomento quello degli striscioni esposti negli stadi di calcio dalle curve di casa nostra, mi riferisco a “Tranquilli oggi non vi picchiamo – Gli slogan degli ultras negli stadi? di Gabriele Viganò pubblicato nel 1997 e a “Botte e risposte – Gli slogan del derby Roma-Lazio? di Andrea Arena, uscito invece tre anni più tardi. A distanza di altri tre anni (gennaio 2004), Cristiano Militello, autore e attore per il teatro e la tv, da alla luce il libro che prende il titolo da uno striscione dei tifosi del Napoli – “Giulietta è ‘na zoccola? – all’indirizzo degli acerrimi rivali veronesi (Napoli-Verona è una delle maggiori rivalità di tutto il panorama ultras), artefici dello slogan “Forza Vesuvio?.

Il libro, frutto di oltre dieci anni di attenta osservazione degli spalti di tutta Italia, raccoglie più di cinquecento striscioni ultras – oltre a qualche simpatica scritta che compare nelle bandiere a “due aste? – divisi in tre “parti?: “derby? (da sempre questa tipologia di partita ha costituito un ricettacolo di scritte ironiche, irriverenti, strafottenti), “personali? (quelli cioè che si riferiscono a personaggi ben precisi: presidenti, calciatori, allenatori) e “varie?. In apertura una simpatica intervista all’allenatore del Perugia Serse Cosmi.

Molteplici gli slogan divertenti citati nelle 150 pagine e più. Per esempio il celeberrimo “Voi comaschi noi colle femmine? dei fiorentini ai tifosi del Como, oppure “Siete più brutti della Multipla? dei torinisti ai cugini bianconeri, il “Siete come il dentifricio: per-denti? dei romanisti ai laziali, o il sarcastico “Sapete perché la Juve non va in Turchia? Perché ai ladri tagliano le mani? esposto in un Bologna-Juve, o il “C’è rimasta solo la gnocca? dei sempre più disperati ultras interisti prima dell’Inter-Roma del girone di andata di quest’anno; ma anche slogan di protesta contro l’attuale “sistema calcio? che sembra far acqua da tutte le parti, come il “No al calcio moderno? e “Questo calcio ci fa Sky-fo? mostrato dalla stragrande maggioranza delle curve italiane.

Insomma un’opera che prende in considerazione il fenomeno ultras guardandolo dal lato più ironico e dissacrante, come spaccato di costume e malcostume, di storia e politica, la comunicazione ultras come contrapposizione tifosa, come modo e metodo atti ad infierire sull’avversario, senza “far male?. Anche questa è “cultura da stadio?, perché il tifoso trae ispirazione da ogni situazione, calcistica o extra-calcistica, da tutto il reale, allo scopo di “sfottere? ed esprimere le proprie idee.

Tali modalità ci rivelano da un lato che la “cultura curvaiola? è a suo modo creativa e dall’altro che è in grado di far uso di tutto ciò che risulta funzionale alla finalità di umiliare la tifoseria avversaria, secondo quello che è stato definito da Alessandro Dal Lago (sociologo e studioso del fenomeno ultras) il modello del “bricolage?: qualunque cosa può colpire l’altro, sottolineare l’estremo sostegno dato alla propria squadra o contrariare i rivali, viene messo a profitto.

Buona lettura e al prossimo libro…

MICHELE NATALINI

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