Nel 2003 sono stati 1.800 i posti di lavoro persi nella provincia di Ascoli -Piceno; a questi vanno aggiunti quasi duecento posti di lavoro del 2004 per i quali sono state richieste procedure di mobilità e altri 214

licenziamenti, se non si interverrà entro la fine dell’anno. Questi i dati ufficiali della crisi occupazionale che si è abbattuta sull’economia del Piceno. A fornirli è l’assessore al lavoro della Provincia di Ascoli, Emidio

Catalucci, nella riunione del Comitato interistituzionale del Piceno, svoltasi nella sala del Consiglio provinciale di Ascoli alla presenza di amministratori, sindacalisti e rappresentanti dell’Assindustria. Un dato allarmante che ha indotto i sindacati a programmare per la giornata di venerdì 20 febbraio uno sciopero generale di otto ore in tutta la provincia picena. ” Siamo di fronte- ha commentato Ugo Ascoli, assessore al Lavoro

della Regione Marche- ad una doppia crisi, di settore e del territorio, dalla quale si può uscire solo con uno sforzo eccezionale da parte di tutti”. Quattro, secondo Ascoli, le soluzioni per rimettere in moto il

sistema produttivo Piceno: avviare una politica di discontinuità rispetto al passato promuovere l’innovazione, favorire il lavoro di squadra, realizzare

azioni di sistema a favore del calzaturiero e dell’agro-alimentare, i due settori portanti dell’economia picena.

Una strategia complessa , già avviata dalla Regione, che richiede una svolta nelle politiche di sviluppo e una forte concentrazione di risorse sul territorio. ” in particolare occorre- ha precisato Ascoli- utilizzare nuovi

strumenti , come i prestiti d’onore, favorire la nascita di nuove aziende, riqualificare il sistema della piccola e media impresa.”. Tutto questo però non basta.”Bisogna – ha aggiunto- sviluppare la cooperazione , sostenere i consorzi, mettere in comune i servizi, in modo da realizzare un diverso rapporto tra aziende , enti locai, sindacati, imprenditori, Università. E soprattutto è necessario stipulare un patto straordinario per l’occupazione: un aspetto importante sul quale la Regione sta lavorando. ” Ascoli ha ricordato gli interventi nel settore della calzatura e della moda, volti a ridare competitività alle imprese e migliorare il marketing e l’organizzazione , tra cui il progetto, già discusso in Consiglio regionale,

di riorientare le risorse finanziarie per migliorare la formazione. Tutti interventi assolutamente necessari per rimettere in moto- ha precisato- l’economia della provincia e non in una logica tampone.” L’assessore non ha poi nascosto la propria perplessità sulla tenuta del sistema produttivo piceno. “Probabilmente ci dobbiamo preparare- ha osservato- ad un futuro nel

quale il numero delle piccole e medie imprese èd destinato a diminuire.”

Altra riforma importante contenuta nel Piano 2004 per il lavoro è i ricambio generazionale dei piccoli e medi imprenditori, che richiede uno sforzo straordinario della Regione, consapevole che in questo settore – ha

concluso- si giochi una partita decisiva per il futuro dell’economia marchigiana.”

In precedenza l’assessore regionale al Bilancio Luciano Agostini ha sottolineato l’esigenza di cambiare il modello di sviluppo del Piceno che , a differenza delle altre province marchigiane, è basato sulla concentrazione di grandi imprese. “Le istituzioni si affrettino a realizzare programmi e modelli di sviluppo, rafforzando, nel breve periodo, le politiche sui

distretti che hanno ottenuto risultati importanti”” , ha affermato l’assessore. Che poi ha ricordato alcuni interventi della Regione a favore del sistema delle imprese, come la riduzione delle aliquote Irap, l’avvio di

strumenti di negoziazione, lo stanziamento di 12,5 milioni di euro a sostegno dei programmi di ricerca. Agostini ha, infine, ribadito la necessità che le istituzioni siano interlocutori attenti nei confronti dei

centri direttivi delle multinazionali, al fine di contrastate le logiche di smantellamento e di delocalizzazione aziendale. (s.p.)

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