“Questa vicenda è l’epilogo di questa amministrazione,
che ha deciso di dismettere beni pubblici di tutti i
sambenedettesi. Questa è la goccia che ha fatto
traboccare il vaso. Si è aperta una notevole frattura tra
noi di sinistra e voi di destra.

Nonostante un avanzo di bilancio di qualche milione di
euro, voi vendete le scuole per accumulare risorse. Voi
state svolgendo il ruolo di una banca, non di un ente! Il
fallimento dell’amministrazione Martinelli è
inconfutabile: il malessere è diffuso ad ogni angolo
della città. Io sono bersagliato giornalmente
dall’elettorato soprattutto di centro destra, che se oggi
si rivotasse non vi sarebbero al fianco.

Non mi sembra che anche nella maggioranza ci sia
molta coesione su questa decisione, perché anche i
consiglieri della maggioranza erano presenti alle
assemblee di quartiere al riguardo.

Nel vostro programma avete scritto che la
“partecipazione democratica” è alla base della nostra
vita politica. Ma nei fatti non è così! Ringrazio l’ex
consigliere comunale che l’edificio della scuola
Castello è stato il primo edificio di San Benedetto, e
pensare che fra non molto verrà demolita mi
sgomenta. Per fare spazio a cosa? Ad una palazzina.
C’è profonda amarezza: un pezzo di storia spazzato via
da un’assurda scelta amministrativa.

Lancio un monito a tutti i consiglieri comunali: diamo
voce alla volontà delle persone che sono giunte qui a
manifestare in maniera sobria e democratica.
Salvaguardiamo questo patrimonio, queste scuole che
rappresentano la nostra identità”.

Applausi del pubblico, richiamato dal presidente del
consiglio comunale De Vecchis. Qualcuno urla
“talebani!” all’assemblea consiliare.

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