Arrestato con l’accusa di aver clonato carte di credito ai clienti del suo albergo di Alba Adriatica, Marco Cincolà, 44enne imprenditore sambenedettese, è stato presto scarcerato.

Le dichiarazioni dell’avvocato Forcillo fanno pensare ad un errore delle indagini: “Cincolà non dispone di un Pos per la lettura delle carte di credito nel suo albergo – ha spiegato – e i pagamenti avvengono tutti tramite contanti o assegni. Non capisco quindi come possa essere stato accusato di aver clonato delle carte di credito.”

Cincolà è stato scarcerato ieri attorno alle ore 17 dopo essere stato tenuto in stato di fermo per 48 nel carcere teramano di Castrogno. La decisione è stata presa dal Pm Guerra dopo un colloquio con lo stesso Cincolà. Per Cincolà verrebbe così a cadere l’accusa di essere coinvolto in un giro internazionale pari a circa un milione di dollari di carte clonate.

Cincolà, arrestato a Roma mentre rientrava in Italia dal Brasile, è stato dunque coinvolto nella operazione di polizia denominata Skimming (lo skimming è lo strumento che permette di leggere le carte di credito) e che lo scorso 15 dicembre ha portato all’arresto di 17 persone, in prevalenza nigeriani.

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