Le strutture sanitarie delle Marche sono pronte ed efficacemente organizzate per affrontare eventuali casi di Sars o altre malattie infettive. Il programma, elaborato dallo specifico nucleo operativo regionale istituito su indicazione del gruppo permanente nazionale, è stato approvato dalla Giunta regionale. Il sistema di emergenza territoriale 118 fungerà da centrale operativa in funzione 24 su 24 per la gestione pratica del paziente.

“E’ un atto importante- ha sottolineato l’assessore alla sanita` Augusto Melappioni- che recepisce le indicazioni del Ministero della salute e ci permette di dare tranquillità ai marchigiani e alla stessa comunità nazionale”.

Il nucleo regionale ha riscontrato, a seguito di sopralluoghi, che nelle Unità operative di malattie infettive degli ospedali di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Ancona e Pesaro, esistono, nel complesso, 39 stanze completamente isolate, provviste di zona filtro, dotate di impianto di climatizzazione che garantisca almeno 6 ricambi di aria all’ora con filtrazione dell’aria in uscita e con pressione atmosferica negativa rispetto all’esterno in modo che l’aria contaminata esca dalla stanza, ad esempio quando si apre la porta.

Dal 1 novembre 2002 al 5 luglio 2003 sono stati notificati a livello mondiale più di 8400 casi di Sars ed oltre 800 decessi. La trasmissione si è verificata in ambito famigliare, in alberghi, in ospedale, indicando una bassa contagiosità, legata solo a contatti stretti. Nonostante gli scambi internazionali non si è verificata una pandemia, indicando come la Sars abbia una capacità di diffusione molto più limitata rispetto alla influenza.

Secondo diversi modelli matematici, il tasso di riproduzione basale della Sars è tra 2 e 4 (indicando quindi una contagiosità moderata) e misure di sanità pubblica di base sono in grado di contenere efficacemente l’epidemia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità, l’impatto di una eventuale nuova epidemia di Sars sarà inferiore a quello registrato all’inizio dell’epidemia. Lo scenario più plausibile e ritenuto più verosimile è il seguente: comparsa di casi di Sars in alcune aree geografiche a rischio di ospitare serbatoi animali, in particolare la Cina; possibilità di casi d’ importazione in Europa e in Italia in numero ridotto. In questo caso, se la capacità di identificare tempestivamente i casi, isolarli ed impedire la trasmissione all’interno delle strutture sanitarie sarà di buon livello, la Sars non creerà problemi neanche nel corso della epidemia influenzale in quanto, non essendovi trasmissione a livello locale, il criterio di screening epidemiologico consentirà di porre la diagnosi differenziale con l’influenza.

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