L’ultima…chicca della famiglia
Gaucci

Sembra che il tempo si sia fermato a
quell’infausto pomeriggio di Pescara-Samb di
qualche mese fa. Da quel momento sembra essersi
dissolto in un batter d’occhio tutto ciò che di
stupendo la famiglia Gaucci aveva miracolosamente
ma anche con competenza costruito.

Ma cosa è successo da quel giorno in poi? Quali sono
state le cause e le motivazioni di questo incivile e
stucchevole comportamento? Cosa si pretendeva o si
pretende tutt’ora dall’attuale
amministrazione? Quali sono, e se ce ne sono state, le
promesse fatte e non mantenute? E da chi?

Perché usare in modo strumentale uno sparuto gruppo
di tifosi e in special modo del loro pseudo-capo, che
tutto pare meno che un sostenitore di questa squadra,
piuttosto dà l’impressione di chi giustamente o
no difenda il suo posto di lavoro…!?

Ci sono mille domande e pochissime risposte, mille
incomprensioni e scarsissime certezze, ma di una
cosa sono sicuro: il tempo sarà sovrano, derimerà tutti
questi dubbi ed interrogativi, aprirà le menti e
consentirà a chi ne avrà interesse e voglia di capire
che, da quell’infausto giorno, c’è
sempre stato qualcuno che ha continuato a lavorare
per gli interessi e le sorti della nostra beneamata
Samb.

Non sarà tempo di ringraziamenti, ma ci sarà da
rimboccarsi le maniche e farsi un attento e scrupoloso
esame di coscienza per non incorrere più in queste
spiacevoli e strumentali diatribe, per ricominciare in
modo che ci sia sempre, nel rispetto dei ruoli, la
massima franchezza ed onestà e per capire che
essere tifosi della Samb non significa stare sulla busta
paga di qualche presidente.

Massima stima e grande rispetto per coloro che, e ne
sono un’infinità, domenicalmente in casa e
soprattutto in trasferta, sostengono i nostri beniamini,
ma dura condanna a chi ha fatto della sua fede per i
colori rossoblù, un lavoro ben retribuito e molta, molta
politica…quella politica che avrebbe voluto e dovuto
fare, se lo scarso consenso popolare ottenuto glielo
avrebbe permesso, in luoghi certamente più consoni e
adatti.

Un ultimo inciso per il presidente Molinari, per il quale
non spenderei neanche due parole, perché credo che
questo signore sia stato un forte elemento di
destabilizzazione, foriero di molte incomprensioni e il
cui modo di agire spesso strumentale, ha contribuito
ad acuire situazioni e vicissitudini che potevano
essere gestite in modo più razionale ed intelligente.

È giusto e legittimo che lui faccia gli interessi del suo
proprietario, ma è ancora più lecito che lo faccia nei
modi e nelle maniere più consone e nel rispetto del
lavoro di tutti. Domenica pomeriggio (18 gennaio
2004), si è consumata un’altra pagina amara
della nostra storia, abbiamo fatto l’ennesima
figuraccia di fronte a tutta l’Italia sportiva e non
mi sembra che questo sia il modo giusto di volere
bene a una città, né tanto meno di tutelare il proprio
posto di lavoro e quello di molte altre categorie che,
come e forse più di lui, vivono del proprio mestiere.

Usciamo un po’ tutti perdenti da questa partita
ma se ci servirà per fare un po’ di chiarezza,
ben venga. Guardiamoci dentro e capiremo che tutti,
chi più chi meno, chi in un modo e chi in un altro, vuole
il bene della Samb, perché passeranno gli uomini,
passeranno i presidenti, passeranno gli atleti,
passeranno i tifosi, ma la fede rossoblù rimarrà ad
illuminare una storia che c’è stata e un futuro ci
sarà…”

IL CONSIGLIERE COMUNALE PIERLUIGI TASSOTTI

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