Carnezzeria vuol dire macelleria, e sta ad indicare la distruzione fisica e psicologica a cui vanno incontro i protagonisti della storia, tre fratelli e la sorella Nina, vittime di abusi e di condizionamenti psicologici. Si tratta di una storia in cui piuttosto che le parole a farla da padrone sono i gesti, che rimandano a soprusi che non vengono raccontati ma possono essere solo intuiti.

Nina, succube insieme ai suoi tre fratelli delle violenze inferte loro dal padre, compare sulla scena teatrale vestita da sposa, iniziando a parlare confusamente di un viaggio in mare e di uno sposo che deve arrivare; ma nel momento in cui lei inizierà a raccontare della sua infanzia sarà violentemente interrotta dai suoi fratelli affinché non riveli chissà quali segreti di famiglia; e proprio i fratelli, resi ancora più sadici dalle violenze subite, non mancheranno di far esplodere tutta la loro rabbia contro la sorella incinta.

Ed è proprio l’atmosfera di attesa e di gioia del matrimonio ad essere disillusa nel momento in cui Nina, scomodo personaggio dell’ambiente familiare, verrà brutalmente malmenata e lasciata morire dai fratelli-carnefici.

La mimica acquista una valenza particolare in questo spettacolo teatrale in quanto i momenti drammatici del testo, come il piccolo nel grembo di Nina che scalcia violentemente come per voler uscire dalla madre, o le violenze subite da un fratello, vengono resi dagli attori solo con i movimenti del corpo.

Scritto e diretto da Emma Dante, con Gaetano Bruno, Sabino Civilleri, Enzo Di Michele, Manuela Lo Sicco, Carnezzeria sarà in scena domenica 18 gennaio alle ore 20,30 al Teatro Serpente Aureo di Offida, Piazza del Popolo.

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