La gara interna perduta col Crotone (2-3) ha sancito la
fine del girone di andata dell’attuale campionato di
serie C1 – il bilancio è di sei vittorie, sette pareggi e
quattro sconfitte – un torneo che sin dalla prima
giornata si è mostrato alquanto tribolato per la causa
rossoblu.

“Colpevoli…. di amarti alla follia”
è lo splendido messaggio d’amore che è
apparso nei distinti dello stadio Luigi Ferraris di
Genova in occasione della partita Genoa-Triestina
dello scorso 18 novembre; idealmente lo catapulto
dalla Liguria alle Marche prendendolo a prestito come
sintesi del girone di andata della
“nostra” Sambenedettese.

Pazzi innamorati qui a San Benedetto del Tronto,
ammaliati dalla propria squadra di calcio, da quella
maglia, metà rossa e metà blu, con la quale si
identificano – e la simbiosi è pressoché totale –
migliaia di tifosi.

Folli amanti perché è dall’inizio di
stagione che devono fare i conti con l’assurda
decisione presa dal Sindaco e dalla Prefettura di Ascoli
di limitare le zone di accesso intorno allo stadio, onde
agevolare le invasioni ad opera dei tifosi di Acireale
(7-8), Martina (40), Taranto (80), Sora (30), Benevento
(50) e Crotone (40)! Le uniche tifoserie ospiti presenti
in buon numero sono state solo quelle di Foggia,
Catanzaro e Chieti, tutte e tre presenti in 5-600 unità.
Inutile dire che alla luce di simili numeri il divieto
applicato qui in riviera appare a dir poco inopportuno,
oltretutto se pensiamo agli altri impianti del girone
(Teramo, Chieti, Giulianova, Paternò, L’Aquila,
Viterbo e Lanciano), a confronto il delle Palme è San
Siro!

Nonostante tutto – e quando dico
“tutto” mi riferisco agli scarsi risultati
della squadra soprattutto al Riviera (in nove gare
quattro sconfitte, due pareggi e appena tre vittorie), alla
contestazione societaria e al menzionato blocco del
traffico – il “Sambodromo” ha
finora fatto registrare una media di oltre 4.000 spettatori
a partita, media inferiore solo a quella di Catanzaro
(8.000) e Foggia (6.000), ovvero due città molto più
grandi di San Benedetto – Foggia fa 150.000
abitanti, mentre Catanzaro supera i 100.000 – e
soprattutto due piazze entusiasmate dal ritorno in C1
dopo diverse stagioni di attesa.

Certo l’anno passato, di questi tempi, le
presenze al Riviera erano molto più elevate, ma
l’ambiente era decisamente più sereno perché
veniva da una insperata promozione, perché non
c’erano gli screzi con la famiglia Gaucci
(vicenda Agnello a parte…), perché la Samb
viaggiava col vento in poppa (allora quarta in classifica
a pari merito con il Teramo, ma a soli due punti dal
Pescara capolista, oggi sesta con ben undici punti di
distacco dalla vetta). Se in definitiva rapportiamo gli
oltre 6500 di media del campionato scorso a quella
attuale, i 4000 di cui dicevo non paiono uno scandalo,
anzi…..

Folli amanti perché, a parte i numeri, il tifo è
sempre all’altezza della situazione, sia tra le
mura amiche che in trasferta, perché colore e calore
sono un binomio vincente per la torcida rossoblu che
ogni domenica trova un motivo in più per trascinare i
propri 11 ed entusiasmarsi. E se proprio vogliamo
continuare a “dare i numeri”…..
1.000 a Teramo, 1.200 a Pesaro, 1.500 a Giulianova,
1.000 a Viterbo, 400 a Modena (Coppa Italia), 2.000 a
Fermo, 600 a Lanciano, 400 a L’Aquila, 80 a
Paternò. Concludo con gli inossidabili 70 al Tupparello
di Acireale di domenica scorsa, per la prima del girone
di ritorno!

Folli amanti perché la contestazione alla
società (iniziata in quel di Pesaro coi primi, timidi cori
anti-Gaucci) è stata sospesa per il bene stesso della
Samb. Nonostante i comportamenti più che
contraddittori della famiglia Gaucci, la tifoseria
rossoblu dalla partita casalinga col Teramo di Coppa
Italia del 30 dicembre, all’indomani
dell’incontro tenutosi a Roma con Big Luciano,
ha seppellito l’ascia di guerra in attesa
dell’evolversi della situazione, in attesa degli
acquisti promessi dal presidente. C’è chi ha
criticato la curva per via di questo atteggiamento,
c’è chi lo ha interpretato alla stregua di un vero
e proprio atto di umiliazione, ma a parer mio si sta
fraintendendo la Nord, la quale non ha fatto altro che
prendere coscienza del fatto che oltre Gaucci non
c’è nessuno, non esiste (magari è pure
esistita….) nessuna fantomatica cordata, quindi
tanto vale calmarsi un attimo in attesa dei prossimi
avvenimenti, piuttosto che dare il via allo sfascio totale
del “giocattolo-Samb”. E’ chiaro
che se hanno una colpa, mi riferisco agli ultras, è
quella di amarti alla follia..ehi dico a te, cara,
vecchia Sambenedettese…

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