No ai ticket e limitazioni alle prescrizioni dei farmaci nelle ricette. E’ quanto ha deciso la Giunta regionale delle Marche per contenere la spesa farmaceutica nel 2004.
Nella deliberazione approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla sanità Augusto Melappioni si stabilisce, infatti, che dal 19 gennaio e fino al 31 dicembre 2004 è fatto obbligo al medico di prescrivere e al farmacista di dispensare, una sola confezione di ogni specialità medicinale/generico fino ad un massimo di due specialità medicinali/generici diverse per ricetta.

Resta fermo che non è consentito rilasciare allo stesso assistito più ricette con prescrizione dello stesso farmaco nello stesso giorno ed il rinnovo della prescrizione per il proseguimento della terapia va effettuato, mediamente, durante l’ultima settimana di terapia. L’atto, inoltre, stabilisce che limitatamente ai medicinali a base di antibiotici in confezione monodose, ed ai medicinali somministrati per fleboclisi è confermata la possibilità di prescrizione fino a sei pezzi per ricetta.

E’ altresì confermata la possibilità di prescrizione in un’unica ricetta di un numero di confezioni sufficienti a coprire una terapia massima di trenta giorni per i farmaci analgesici oppiacei, utilizzati nella terapia del dolore. Nel caso in cui il farmaco contenuto in una confezione non sia sufficiente a coprire una settimana di terapia si potranno prescrivere due confezioni in un’unica ricetta.

Limitatamente ai medicinali destinati alla cura delle patologie croniche, nella sua accezione clinica, è consentita la prescrizione massima di due confezioni per ricetta. La prescrizione non può comunque superare 60 giorni di terapia.

“Sui contenuti del provvedimento –ha affermato Melappioni–abbiamo sentito sia le Associazioni dei medici di famiglia che quelle dei farmacisti, trovando un sostanziale consenso. Dobbiamo intervenire sulla spesa farmaceutica perché la sua incidenza sulla spesa sanitaria complessiva, nonostante i progressi compiuti a fine 2003, è al 18,1% a fronte del limite stabilito, a livello nazionale, al 16%”. L’atto adottato dal governo regionale potrebbe continuare ad aver un considerevole effetto sulla spesa farmaceutica convenzionale; naturalmente insieme ad altre iniziative (linee guida) per la razionalizzazione delle prestazioni rese al cittadino, che non limitano né penalizzano l’uso del farmaco”.

“Le nuove norme prescrittive incidono solo in termini marginali sull’attività professionale dei medici e dei farmacisti e permettono di avere un maggiore controllo medico sulla terapia prescritta”.

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