Archiviate le feste natalizie, il campionato accende i fari nel più estenuante rally in cui le formazioni impattano, si rincorrono, si fermano, sorpassano. La pista lunga trenta chilometri, ha già raggiunto la sedicesima tappa con l’arrivo del nuovo anno. Il Porto d’Ascoli, allacciate le cinture di sicurezza, ha sgomitato quanto necessario per giungere in terza fila contro una Folignanese mai veramente pericolosa. Ripartire con una trasferta non è certo quello che i ragazzi di Teodori chiedevano. Se poi si conta il fatto di scontrarsi con una formazione alla disperata ricerca di punti salvezza, il budget delle difficoltà aumentano. Nonostante ciò, il Porto d’Ascoli si è mostrato squadra compatta ad affrontare qualsiasi tipo di ostacolo. Non a caso la padronanza del campo per tutto l’incontro ne è stata la prova. Aver conquistato i tre punti alla prima di ritorno è sintomo di benessere oltre che un banco di prova ampiamente superato. Tornare a correre sul rettangolo verde dopo una pausa più o meno lunga con l’obbligo di dover mantenere quanto di buono costruito fino ad ora e il dovere di provare a costruire di più di quello si è fatto, sono stati i criteri perseguiti da Filipponi e compagni per l’appunto ripresa delle gare.

Un match in cui la miglior squadra, ossia il Porto d’Ascoli, non ha dovuto mettere in pratica grandi straordinari. Assente per squalifica Palanca e per indisponibilità Amabili, la panchina biancoceleste si è vestita di giovani di importante caratura. La gara si è incanalata su un unico binario dove il capo stazione Teodori ha diretto le manovre e i controllori dei suoi ragazzi hanno aspettato di multare gli avversari per mancanza di obliterazione all’incontro. Più volte ci hanno provato nel corso della prima frazione di gioco con due potenti diagonali dalla sinistra di Del Toro e una traversa di Straccia. Ed è cosa strana non aver segnato nel primo tempo soprattutto quando l’intraprendenza del Porto d’Ascoli è salita in cattedra con scambi di prima specie nella zona nevralgica del campo. Ancora da correggere quel piccolo difetto di dialogare troppo con il pallone, quando nel calcio a volte si predilige l’istinto. Nella ripresa è Capecci a deviare in rete una punizione di Del Toro, quella vincente. I biancocelsti hanno avuto via libera di partire e farsi trenta metri senza un minimo di disturbo sulle corsie laterali, quasi a mostrare una Folignanese rinunciataria alle marcature. Solo nel finale si è data una scossa come a voler strappare un pareggio. Ma non ha fatto i conti con un Porto d’Ascoli attento e deciso a brindare di successo il nuovo anno.

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