Il presidente regionale D’Ambrosio e l’assessore Melappioni hanno incontrato la nuova dirigenza della sanità delle Marche: il direttore generale dell’Asur, Antonio Aprile, i direttori generali delle Aziende ospedaliere e i direttori dei presidi di alta specializzazione e delle 13 zone territoriali.

D’Ambrosio, che ha puntato molto su quest’incontro, ha invitato a guardare avanti sottolineando che Giunta e Direttori si trovano ad affrontare una scommessa di notevole portata. “Il modello disegnato dalla riforma marchigiana”, ha spiegato D’Ambrosio, “potrebbe diventare un passo ulteriore, un’esperienza verso la quale c’è molta attenzione. C’è una dimensione diversa con l’unicità dell’azienda, che permette di creare strumenti appropriati per evitare la concorrenzialità all’interno del sistema la quale ha spesso generato duplicazioni di strutture e sprechi.

“Il salto di qualità consiste nel ragionare con una mentalità di sistema dove importante è, ad esempio, l’equilibrio finanziario generale. Vanno evitati sia l’accentramento che la proliferazione di strutture. Si è aperta una fase transitoria che terminerà con l’estinzione per fusione dei soggetti ora equiordinati che dovranno affluire nell’azienda unica”.

“E’ importante – ha rimarcato D’Ambrosio ai direttori – che sia garantito lo spirito vero della riforma: il diritto alla salute per tutti i marchigiani, che è diverso dal farsi carico di semplici prestazioni sanitarie. Questo principio è uno dei caposaldi del patto di cittadinanza garantito dalla Costituzione. Tale processo impone, tra l’altro, di realizzare una vera integrazione socio-sanitaria”.

“Un altro punto nodale è il rapporto tra il sistema sanitario e le autonomie locali. I governi dei territori chiedono più voce in capitolo ed è una giusta esigenza alla quale i direttori, che sono qualificati tecnici e non mediatori politici, debbono corrispondere sul piano tecnico. La direzione politica della sanità è competenza esclusiva del governo regionale.

D’Ambrosio ha poi affermato che la Giunta non intende affrontare i problemi della sanità solo con una mentalità ragioneristica: massima attenzione all’equilibrio finanziario, ma ci sono spazi per razionalizzare la spesa, evitare sprechi e promuovre percorsi virtuosi. Una mentalità di sistema può essere vincente: nel 2004 l’obiettivo è di portare il deficit a 47-50 milioni di euro. “Un traguardo importante, perché dobbiamo tenere fede al patto con i marchigiani ai quali abbiamo chiesto dei sacrifici in cambio di una sanità migliore e meno costosa. Per esempio non abbiamo deciso – ha aggiunto D’Ambrosio – ticket sui farmaci e la spesa del settore, dopo le opportune misure messe in campo, si sta avvicinando ai livelli programmati”.

“Il cammino biennale verso l’azienda unica non potrà che essere coordinato e caratterizzato dagli aggiustamenti necessari, decisi insieme lungo il percorso”, ha aggiunto D’Ambrosio. In questa fase andranno messi a punto anche i rapporti tra i vari protagonisti : il Dipartimento regionale, l’Agenzia regionale, l’Asur, le aziende ospdaliere e le zone.

Un cammino nuovo e importante è quello degli Ospedali riuniti di Ancona, che interessa tre soggetti (Azienda ospedaliera, Lancisi e Salesi) che debbono lavorare con spirito di collaborazione. “Questo – ha detto il Presidente della Giunta – sarà il motore della sanità marchigiana che ci farà recuperare anche la mobilità passiva”.

D’Ambrosio ha inoltre messo in rilievo che la responsabilità politica della sanità delle Marche è nel Presidente, che si avvale della collaborazione dell’assessore Melappioni il quale riscuote la sua piena fiducia. Con le forze sociali e sindacali si troveranno forme appropriate di concertazione. “I marchigiani debbono avere alle loro domande di salute risposte identiche su tutto il territorio. Non ci potranno essere cittadini di seria A e di serie B. Nelle Marche questa esigenza costituisce per il governo regionale un obiettivo politico strategico. La riforma marchigiana prefigura un modello fondato sull’universalità, l’equità e la solidarietà”.

L’assessore Melappioni, da parte sua, ha espresso soddisfazione per la squadra che è stata scelta e un sincero ottimismo per il futuro. “Ci aspetta – ha detto – un anno di intensa operatività; indicazioni utili le trarremo anche dal lavoro della Conferenza permanente regionale socio-sanitaria, nella quale – ha auspicato l’assessore – i problemi e le dimensioni locali saranno affrontati in una visione di sistema”.

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