A San Benedetto Martinelli e Piunti (rispettivamente
sindaco e vice sindaco) se la sono presa con i Ds
perché troppo deboli nei confronti dei vertici regionali,
Gaspari & c. hanno ‘rimproverato’ il primo cittadino per
lo scarso peso da lui esercitato nell’Assemblea dei
comuni.
Pareri opposti ma decisamente volti allo stesso
indirizzo: il commissario Mauro Marabini doveva restare
come Direttore di zona, affiancato da Vincenzo Finocchi.
Insomma i politici sambenedettesi stavolta sono tutti
d’accordo (non succede quasi mai!) ma nello stesso
tempo lamentano un ‘gioco politico’ dietro la nomina
Belligoni.

E chi l’avrebbe fatto, e perché, questo ‘gioco’ poco
pulito, se non i rappresentanti di quei partiti che loro
stessi rappresentano? Per squalificare l’Asl 12, la
motivazione unanime.

Ho letto attentamente le pagine locali dei quotidiani e
mi sono fatto un’idea diversa e cioè che stavolta (fatto
assai raro e forse anche utopico) non ci si siano stati
giochi politici ma semplici scelte dettate da fatti concreti
e non frutto di spartizione politica. Questo
spiegherebbe anche la scelta unilaterale da parte di
forze politiche contrapposte: tutti pro-Marabini ma
contro chi?

Senza voler entrare nel merito, la mia semplice
opinione scaturisce dall’effetto che hanno fatto le due
scelte del Presidente regionale D’Ambrosio.

La prima, quella di nominare il dottor Antonio Aprile
Direttore dell’Asur, è stata contestata dalle varie fazioni
politiche per cui lo stesso presidente se ne è accollata
personalmente la responsabilità. Aprile quindi,
sembrerebbe una scelta personale che non ha tenuto
conto della ‘lottizzazione partitica’ ma semplicemente
della qualità dei singoli. Un fatto rarissimo che non
asseconda una prassi consolidata (scegliere a
rotazione uomini di Partito trascurando i valori assoluti
e tanto più gli… aPartitici) che personalmente ritengo
alla base dell’attuale degrado di molte aziende,
comprese quelle ospedaliere.

La seconda riguarda il luogo di residenza dello
stimatisismo dottor Antonio Aprile. Il grottammarese
(risiede e vive a Grottammare) che ora comanda, fino a
prova contraria, più di tutti, non può essere
assolutamente considerato il boia o il mandante del
già ‘moribondo’ nosocomio sambenedettese. Motivo
già sufficiente per non ostacolare (per lo meno nella
Riviera delle Palme) la squadra che Aprile ha voluto a
sua disposizione. Se ha ritenuto che alla Asl 12 serve
un uomo come Belligoni, avrà avuto sicuramente le
sue ragioni.

Non accetto obiezioni del tipo “chi comanda è
D’Ambrosio”. La squadra la fa l’allenatore!

Fino a prova contraria ‘mister’ Aprile ha fatto benissimo
finora alla guida dell’Asl 7, la principale e più
importante azienda ospedaliera delle Marche. Quindi
lasciamolo lavorare in pace.

Concludo con un consiglio ai politici sambenedettesi: i
giudizi buoni o cattivi sono tanto più veritieri quanto più
si conosce la realtà interna dell’Azienda in questione.
Spesso dall’esterno sembra oro quello che luccica, ma
sappiamo tutti che non è così. Vedansi all’uopo le
ultime vicende in campo nazionale.

IL DIRETTORE

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