La somma assegnata dallo Stato e derivante da fondi residui , sarà riutilizzata a beneficio dei Comuni, Comunità montane e Province. Stabiliti criteri e priorità per la presentazione e l’ammissione delle richieste di
contributo.

Linfa vitale per l’impiantistica sportiva regionale. Fondi residui assegnati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in base alla legge 65/87 pari a 1 milione e 883 mila euro saranno a disposizione di Comuni, Comunità
montane e Province per la messa a norma degli impianti, il completamento, il recupero e la realizzazione di nuove strutture polifunzionali . Lo ha stabilito la giunta regionale, approvando i criteri, le modalità di valutazione e le priorità per l’ammissione al finanziamento delle domande di contributo che dovranno essere presentate al Servizio Turismo, Attività
ricettive , Sport della Regione Marche nel termine di 45 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche. “Con questo provvedimento – ha commentato l’assessore regionale allo Sport, Lidio Rocchi- si completa un programma di interventi a sostegno dell’impiantistica regionale che consentirà di utilizzare risorse per circa 6 milioni e mezzo di euro complessivamente. Qualche mese fa, infatti è stata ripartita la prima tranche di fondi ( circa 4 milioni e mezzo) che ha consentito ad una sessantina di Comuni di avviare le opere per la messa a norma e il completamento degli impianti.”
La recente deliberazione ha come finalità generale la rispondenza alle reali esigenze del territorio, in relazione alla densità abitativa, al bacino di utenza dell’impianto e alla sua polifuzionalità, intesa come possibilità di uso per diverse discipline sportive.
Infatti, tenendo conto della carenza di strutture sportive nei Comuni di piccole dimensioni, ai fini della graduatoria, il provvedimento prevede che saranno attribuiti punteggi maggiori ai Comuni fino a 3000 abitanti, ai Comuni associati e alle Comunità montane e, a seguire, ai Comuni con oltre 10 mila abitanti e alle Province.
La scala di priorità stabilisce che alla messa a norma degli impianti (sicurezza antincendio, impianti tecnologici, sicurezza dei luoghi di lavoro, accessibilità ai disabili ecc.) sia assegnata una quota del 31,50% pari a 593 mila euro circa ; stessa quota per il completamento degli impianti parzialmente realizzati; il 21% ( circa 396 mila euro) per il recupero o riattivazione di impianti desueti o parzialmente agibili e, infine, il 16% (301 mila euro) per la realizzazione di nuovi impianti o di nuovi spazi ad ampliamento di strutture esistenti.
Il costo di opere esterne agli impianti, quali parcheggi, recinzioni e aree verdi ed anche l’installazione di gradinate per spettatori non potrà superare il 20% del costo complessivo dell’intervento. (ad’e)

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