Martedì 30 dicembre 2003,

Questa Samb è orfana pure di un altro atleta, quel
Gabriele Scandurra promesso dalla famiglia Gaucci a
mister Serse Cosmi. L’attaccante romano è diretto nel
capoluogo umbro, destinato a vestire la maglia del
Perugia e lascia in dote alla Samb dieci reti che lo
collocano tra i migliori marcatori di sempre della storia
rossoblu, se relazioniamo i gol ai minuti giocati. La
società non ritiene opportuno regalare agli ormai ex
tifosi l’ultima apparizione di Lele-gol in maglia
rossoblu. Pazienza. Lo dico io e lo pensano i tifosi
sambenedettesi, speranzosi almeno di non assistere,
impotenti, all’inaugurazione del “supermercato Samb?,
fissata per il prossimo 2 gennaio….

Cielo plumbeo e freddo abbastanza pungente in riviera
per questo insolito match di fine anno. Sono aperti solo
i botteghini accanto la tribuna e il prezzo delle curve è
ridotto a 5 euro. 1500 circa gli spettatori, con
un’ottantina di teramani nella sud. L’afflusso al delle
Palme va molto a rilento, la partita è iniziata da 10-15
minuti, in un attimo in curva si vocifera di molta gente
fuori che non riesce ad entrare perché ai botteghini
sono terminati i biglietti. Intervengono le forze
dell’ordine ed interviene anche la Nord con un
manipolo di ultras che scende dal secondo anello e va
ad aprire i cancelli ai tifosi rimasti fuori, quantificabili in
qualche centinaia. Il reparto celere si fa da parte!

La curva riprende a cantare, più forte di prima, ora ha
rimpinguato le sue fila, ma il Teramo intanto è passato
in vantaggio con un mezzo pallonetto che scavalca
l’Aprea vestito di una sgargiante casacca arancione.
Esultanza tra gli ospiti, esposto lo striscione “Voi figli
del calcio moderno? (tanto per citare una battuta di
verdoniana memoria – l’attore – “ma chi ve li scrive i
testi??), continuo sventolio della dozzina di bandiere
biancorosse al seguito. Nella sud gli striscioni Devil’s
Korps, Picari, Massimo, Francesco vive, Cocce
Sciambè, I più rozzi, Coerenza ad Oltranza e Meno
siamo più resistiamo. La dirimpettaia Nord espone gli
striscioni da trasferta di Baldi Giovani, Nucleo, Onda
d’Urto, Nuova Guardia, Fossa, Fedayn e Falange
Rimini – anche i civitanovesi, senza striscione, sono
venuti a far visita alla curva di casa – oltre alle sigle Old
Spirit (di solito posizionata nel primo anello), No al
Calcio Moderno e La mentalità non si diffida. I distinti
restano chiusi, dunque il Vecchio Fronte 88 si
posiziona in tribuna coperta.

La partita non è un granchè, ma si canta sia da una
parte che dall’altra, si tratta pur sempre di una specie
di derby. Prevale la Nord, ma da apprezzare, da parte
teramana le 4-5 sciarpate effettuate nel corso della
partita e l’incessante sventolio di bandiere. In quanto ai
cori, come al solito, niente di trascendentale. Onda
d’Urto e soci si congedano dal 2003 con una
prestazione positiva, nonostante la Coppa Italia di C
non faccia gola alla tifoseria, con la testa rivolta a ben
altre questioni; è il solito gruppo al centro che “tira la
carretta?, ma anche ai lati tutto sommato danno una
mano; oggi non c’è il “colore? del campionato (ad
eccezione del bandierone col teschio alato e della
sciarpata del primo tempo), ma la voce e la foga sono
quelle di sempre.

Crescono i rossoblu nella ripresa e cresce la Nord che
accompagna con grande entusiasmo la ricerca del pari
della Samb. Gli ospiti si sentono ancora di meno,
continuano nel colorare discretamente la sud, ma nulla
possono sul piano canoro. Aumenta il nervosismo
sugli spalti, lo stesso vale per il campo, ti domandi se
vale la pena per un incontro di Coppa Italia di terza
serie, ma poi ti ricordi che stai pur sempre assistendo
ad un Sambenedettese-Teramo. Tanti fuorigioco
fischiati dai guardalinee, molte le sceneggiate dei
giocatori in maglia biancorossi (maledette perdite di
tempo….), scendono sonori fischi sul prato del Riviera
per gli ospiti e per la terna arbitrale.

Corre il 79° minuto quando il numero 10 teramano
rimane a terra, la Samb continua a giocare, la palla
giunge a Bifini che dapprima temporeggia, poi, spinto
dal pubblico che fischia all’indirizzo del giocatore
infortunato (?), crossa la palla che viene arpionata da
Zerbini – da poco entrato – che si conferma goleador di
razza. La rete da vita al boato rossoblu che “fa tremar la
terra e il mar….?! Uno pari e consueta esultanza
forsennata del barone rosso, il quale ti fa quasi venir
voglia di credere che ci stanno ancora calciatori
attaccati alla maglia. Bacialo ancora il rossoblu, caro
Francesco, ma mi raccomando, onoralo sempre al
meglio! Comunque, per ora….. ce ne vorrebbero 11 di
Zerbini!

Palla al centro, non prima però di aver visto nascere
due capannelli di giocatori in mezzo al campo che si
spintonano e si insultano a vicenda. Gli animi si
surriscaldano notevolmente nell’ultima porzione di
gara. La Samb tenta l’impresa di ribaltare l’iniziale
svantaggio, il pubblico le da una grossa mano,
compatto e vociante la sostiene, la polveriera chiamata
curva Nord sembra dover esplodere da un momento
all’altro, il colpo di testa di Maury pare fatto a posta, ma
niente. Incitamento fino al 90°, triplice fischio
dell’arbitro, nuove scaramucce tra i giocatori, un
fragorosissimo petardo esplode proprio dietro la
panchina di casa mentre le due squadre stanno
rientrando negli spogliatoi. Cala il sipario dopo un
match molto intenso e tirato sia sul rettangolo di gioco
che sugli spalti, Samb fuori dalla Coppa Italia (magari
fossero questi i dispiaceri su cui crogiolarsi…) e
Teramo ai quarti di finale dove l’aspettano i corregionali
del Chieti. Intanto è cominciato a piovere e siccome di
questi tempi a noi poveri tifosi rossoblu conviene
attaccarci a tutto, confidiamo nella casacca rossoblu
bagnata di pioggia. Che possa portare fortuna per
l’anno nuovo! Tanti auguri Sambodromo, ci rivediamo
nel 2004….. Felice Capodanno a voi tutti!

MICHELE NATALINI

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