Nell’ultimo numero di Sambenedetto Oggi è apparso l’articolo scritto di mio pugno relativo all’incontro L’Aquila – Samb del 7 dicembre scorso. In chiusura dello stesso scrivevo: “dopo i fischi ai giocatori che provano ad avvicinarsi sotto il nostro settore applaudendoci – ci sono momenti di tensione tra un manipolo di ragazzi dell’Onda d’Urto e alcuni signori che di solito al Riviera si sistemano ai distinti, i quali accusano gli ultras di essere troppo “morbidi” nei confronti della squadra”; ho dato, come vedete, poco risalto all’episodio, perché credevo e speravo che lì fosse iniziato e lì finisse, invece – ahimè! – la cosa sembra avere innescato una vera e propria bomba a orologeria, l’ennesima, dentro il “calderone rossoblu” che in questo periodo “cucina” a fuoco lento (ma non troppo!) polemiche, una dopo l’altra, una più grossa dell’altra!

Sul finire del freddo pomeriggio abruzzese, con le squadre ormai rientrate negli spogliatoi dopo l’1-1 dei 90 minuti, mi trovavo vicino a quanto stava per accadere; i ragazzi dell’Onda d’Urto si stavano organizzando per rimuovere gli striscioni, mentre dei signori di Castel di Lama (in particolare uno) – che al Riviera presenziano i distinti e che come ogni partita dei rossoblu, interna o esterna che sia, muniti di megafono, fanno battute più o meno pepate su mister e giocatori di casa nostra e tifosi avversari – dai gradoni del settore ospiti del Fattori cominciano ad accusare gli ultras di essere troppo “buoni” nei confronti della squadra, iniziano a rievocare i tempi del glorioso Ballarin, quando certe cose i calciatori e la Samb tutta non avevano il coraggio e non potevano farle.

Troppo “morbidi” quelli dell’Onda! Bisogna contestare! Non si può più tollerare una simile situazione! Qualcuno di contro risponde che prima è necessario sostenere la squadra, poi eventualmente criticare, non serve a niente insultare con un megafono invece di unirsi ai canti di sostegno dei lanciacori. Dalle parole però, si passa ai fatti e un ragazzo si scaglia contro il signore di Castel di Lama, gli altri tentano di calmarlo e la cosa va avanti per qualche istante fino a che sollecitati dalle forze dell’ordine si fa ritorno ai pullman.

Poi, qualche sera fa è apparso su internet, sul “muro” del sito degli ultras, una specie di comunicato in cui i tifosi di Castel di Lama informano di non aver presenziato, come di consueto, il Riviera, proprio in virtù dell’episodio appena citato, offesi dal mancato rispetto, a loro dire, dei più giovani. Si parla a chiare lettere di “giornata di sciopero per protestare nei confronti dell’Onda d’Urto”, si pretendono le loro scuse.

Deplorevole senz’altro lo scatto d’ira di quel ragazzo, ma credo che il tutto rientri nella logica dell’inevitabile nervosismo di “fine partita”, rientri nel clima a dir poco elettrico che in queste settimane di incertezza si respira intorno alla Samb, ma soprattutto ritengo che non si volesse realmente mancare di rispetto a chicchessia o metterne in dubbio la fedeltà ai colori rossoblu e la militanza costante e passionale all’interno della tifoseria.

Faranno seguito altri messaggi, anonimi e non, a sostegno oppure contro l’una o l’altra “fazione”; ci si scambiano accuse vicendevolmente, il tutto, non dimentichiamocelo, sulla rete web….. Voglio sperare che si provveda a un incontro, a quattr’occhi, per chiarire l’intera questione, per il bene di tutti, della serenità dell’ambiente rossoblu e conseguentemente di una tifoseria che se agisce in armonia ha pochi eguali in Italia.

Per quanto mi riguarda, non intendo entrare troppo nel merito della vicenda, l’ho semplicemente riportata su queste pagine; mi premeva in ogni caso puntualizzare alcune cose. Seguo le partite della Samb dalla Nord, conosco, di persona o di vista, molte persone che fanno parte dei vari gruppi, ma soprattutto dell’Onda d’Urto e siccome su internet ho letto in questi due-tre giorni tante accuse, tante falsità riferite alla curva, non posso far altro che esternare (è il mio parere naturalmente) l’impressione di un’unità di intenti da parte della Nord – la quale mi sembra tutt’altro che “spaccata” – e della voglia di sostenere nel bene e nel male la maglia rossoblu. Probabilmente al Ballarin la squadra veniva perdonata meno facilmente, l’ “ultimatum” scattava dopo una o due gare andate storte, ma adesso è l’ “era del Riviera delle Palme”, la passione a detta di molti resta immutata, se al limite si è meno inclini a contestare, non credo possa e debba essere considerato un limite, anzi, almeno nella logica ultras, rappresenta decisamente un punto di forza della tifoseria.

Tra le critiche rivolte all’attuale gestione delle Nord (anche da parte del gruppo di Castel di Lama), quella per cui la curva sarebbe “formata da tutti 15enni”, l’accusa secondo cui non si sarebbe verificato all’interno della stessa il degno ricambio generazionale. Mi sento personalmente di mettere in dubbio tale opinione, alla luce del giusto mix che noto nella Nord di San Benedetto tra “vecchia” e “nuova guardia”; i 15enni poi sostengono la squadra con il medesimo ardore dei più anziani, i quali stanno facendo loro da “chioccia”, li stanno formando, perché un domani assai vicino saranno i “vecchi”. Cresceranno dunque con l’aiuto di tutti, pazientiamo, diamo loro il tempo necessario.

In quanto ai modi nei quali si è espletato l’ “incontro” tra le parti sui gradoni dello stadio abruzzese, sono stati esagerati e da una parte e dall’altra, i toni sono parsi alquanto esasperati, ma come non comprendere un ambiente che deve fare i conti da settimane e settimane con una ingarbugliata “crisi societaria”? Allora calma e gesso, molte delle componenti dell’attuale Samb sembrano essersi sfaldate – l’incredibile mosaico rossoblu si è arricchito nelle ultime ore dell’ennesimo sconcertante tassello, ovvero la messa fuori rosa di Totò Criniti – quella della tifoseria non può e non deve andare incontro alla stesso rischio, soprattutto perché in questo delicato momento la squadra ha bisogno di noi….. Vi abbraccio….FRATELLI ROSSOBLU!

MICHELE NATALINI

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