Criniti è stato messo fuori rosa per decisione di Sauro Trillini. Una notizia clamorosa, data tramite uno striminzito comunicato, e che nessuno, stante il silenzio stampa, si prenderà la responsabilità di commentare. Criniti si allenerà con la Beretti fin quando non troverà una nuova squadra.

Stupisce ad ogni modo che nella comunicazione ufficiale questa decisione sia stata presa proprio su espressa indicazione del tecnico rossoblù: per la serie, come mettere in cattiva luce un uomo. Insomma: Trillini è il cattivo che impone a tutta la Samb l’allontanamento di un giocatore; la società rossoblù obbedisce solerte e impassibile. Non ci sembra logico. Trillini rischia di diventare un capro espiatorio di scelte che partono più in alto; questa decisione potrebbe essere un assaggio di quanto avverrà nel mese di gennaio, quando, come ripetuto spesso da Gaucci, la Samb rischia di essere completamente smembrata.

Come si ricorderà, Criniti subì una prima ritorsione all’indomani del confronto fra squadra e tifoseria seguente alle contestazioni di Samb-Benevento. Da allora non ha giocato più neanche un minuto in gare di campionato. Certamente Criniti non è un giocatore facile da gestire: ma un bravo allenatore dovrebbe essere, prima di tutto, un bravo psicologo. Cosa ha commesso di grave, dunque, il Totò rossoblù?

Servirebbe, ad ogni modo, arrivare a conoscere la verità dai diretti interessati: d’accordo, c’è il silenzio stampa, ma questo non può giustificare e coprire qualsiasi tipo di decisione. Ci proveremo.

Ad ogni modo, Totò Criniti, ufficialmente inserito nella lista dei partenti, passerà alla storia della Samb come uno dei giocatori meno impiegati ma più incisivi sul piano dei risultati: 14 presenze nel campionato di C2 di cui 4 nei play-off (4 gol in tutto, 2 nei decisivi spareggi); 1 presenza lo scorso campionato, nella ripresa di Pescara-Samb, quando trasformò la Samb abulica del primo tempo; 4 presenze in questo campionato con 1 gol. In totale, appena 20 presenze in tre anni con 5 reti. Uno spreco.

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