Occorrerebbe tanta buona volontà e tanta diplomazia per ricucire i rapporti logori attorno alla Samb. Nella giornata che fa segnare un record negativo di paganti, si acuiscono tensioni fin’ora sopite. Fanno bene Aprea e Martusciello a dire la verità sui fatti di Porto Potenza, però non si dovrebbe sparare nel mucchio quanto piuttosto indicare nomi e cognomi dei giornalisti a loro avviso colpevoli di riportare notizie infondate (Martusciello ha ammesso di riferirsi soltanto alla Gazzetta dello Sport, unico giornale da lui letto oggi: se è così, però, non usare parole di fuoco come “vergogna” come ha fatto Aprea davanti a tutti i giornalisti, come se tutti fossero colpevoli).

Mentre si apre questa crepa – siamo convinti che i giocatori non hanno in realtà alcun interesse a fomentare la situazione – i tifosi chiedono un incontro con la stampa, che si svolgerà mercoledì prossimo. La stampa, quindi, sembra in mezzo ai due fuochi e, al momento, il principale punto di attrito.

Perché i due principali attori, la famiglia Gaucci e la stessa tifoseria, sembrano invece fare “prove” di colloquio. Livio Righetti, presidente del Centro Coordinamento Curva Nord, conferma che la tifoseria in settimana cercherà di aprire un dialogo con i Gaucci per sapere le loro intenzioni sulla Samb. Contemporaneamente, tramite il direttore generale Molinari, si viene a sapere che Luciano Gaucci si è dichiarato molto felice per la vittoria, complimentandosi con tutti per il risultato. È vicina la pace? Difficile pronosticare quale sarà il futuro della Samb, ma la settimana che va ad iniziare si preannuncia decisiva o quasi.

C’è la volontà della famiglia Gaucci di garantire, per lo meno, la ordinaria amministrazione della Samb? C’è la volontà della tifoseria di abbandonare la polemica frontale? C’è la possibilità che qualche acquirente, di fronte ad un clima rasserenato, si decida a compiere il grande passo? Per ora l’unica certezza è data da una squadra che ha riscoperto la voglia di lottare, e che con i gemelli del gol Zerbini-Scandurra resta aggrappata ad un sogno chiamato play-off.

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