San Benedetto, 4 dicembre 2003

L’annoso problema della Sentina sembra che
stia per trovare la soluzione: nelle settimane e nei mesi
scorsi si è giunti ad un compromesso che sembra
contentare, forse per la prima volta, associazioni
ambientaliste, cittadini che vivono a ridosso
dell’area e Comune di San Benedetto. Soltanto
il Comune di Ascoli, proprietario dei due terzi
dell’area, continua ad avere qualche titubanza,
ma sembra che il Sindaco Celani abbia infine
compreso l’importanza di realizzare,
nell’area Sentina, una Riserva Naturale.
Insomma, San Benedetto potrà godere finalmente di
una zona protetta e ben gestita, dove potranno
intraprendersi delle piccole attività connesse con il
turismo ambientale e con le attività di ricerca a
sostegno dell’ambiente. Ma occorre fare
presto: il finanziamento della Regione Marche per
istituire la Riserva Naturale, pari a 400 mila euro, non
possono assolutamente essere persi.

*****

Parliamo dell’area della Sentina: in che
periodo l’amministrazione comunale di S.
Benedetto del Tronto ha cominciato ad interessarsi alla
salvaguardia della zona e ad avvicinarsi all’idea
di farne un’area protetta?

«L’area della Sentina è stata individuata dalla
Regione come riserva naturale già da diversi anni;
tuttavia affinché si faccia della Sentina una riserva
naturale occorre indicare un ente gestore che coordini
le varie attività che ruotano attorno alla stessa, quindi
perimetrare quelli che sono i vincoli della zona e
stabilire quali possono essere le attività che potranno
svolgersi nell’area protetta. Bisogna specificare
inoltre come per la Sentina si parli di riserva naturale
orientata, termine questo che vuole sottolineare come
al suo interno sia possibile un’attività antropica
compatibile con i vincoli della zona.»

Quali sono gli organi deputati a decidere circa il
futuro dell’area?

«In primis il Comune di S. Benedetto del Tronto, che
sta portando avanti iniziative e programmi comuni: nel
1997 si è costituito un protocollo d’intesa per la
gestione dell’area che rimandava, per
successive iniziative, ad un accordo di programma,
purtroppo non ancora avvenuto. I tentativi fatti finora
sono in parte falliti visto che non si sono riusciti a
fissare punti di partenza comuni. Oltre al nostro
Comune, della “questione Sentina” si
occupano anche il Comune di Ascoli Piceno e la
Provincia.»

Quali sono i vincoli a cui è sottoposta
l’area?

«Oltre ai vincoli prettamente urbanistici dobbiamo
ricordare che l’area della Sentina, a
conclusione del progetto denominato
“Bioitaly”, è stata individuata quale Sito
di Interesse Comunitario (SIC), il cui scopo è
salvaguardare la biodiversità. attraverso la
conservazione degli habitat naturali nonché della flora
e della fauna. L’area è stata inoltre individuata
come zona di protezione speciale ed è stata inserita
anche nelle zone IBA – Important Bird Areas, aree
importanti per gli uccelli – per l’elevato
interesse naturalistico.»

Cosa si punterebbe a realizzare nell’area
se fosse costituita la riserva?

«Dai progetti e dagli studi che si sono fatti finora si è
distinta la zona in tre fasce d’intervento: quella
umida, quella intermedia e quella di rispetto ad ovest.
Sono molte le idee attuabili: trasformare il depuratore
da elemento di disturbo dell’area in elemento
di aiuto: una volta depurate grazie a meccanismi di
fitodepurazione, le sue acque potrebbero essere
utilizzate per costituire canali, che a loro volta
creerebbero laghetti per la pesca sportiva. Si
potrebbero recuperare i casolari per farne agriturismi o
contry-house, il tutto rispettando i vincoli imposti
nell’area, ottenendo riscontri economici
rilevanti che permetterebbero il sostentamento
dell’area stessa. Si era inoltre previsto di
destinare un casolare, posto nel punto di massima
biodiversità, a laboratorio ambientale per le
associazioni o le università, visto che l’area ha
comunque bisogno di continui monitoraggi. Quello su
cui occorre puntare e che tutti i soggetti interessati
dovrebbero comprendere, è che se ben gestita la
Sentita incentiverebbe il turismo, perché si unirebbe
all’offerta balneare quella di una grande area
protetta, e si potrebbe pensare ad inserire
l’area nel circuito dei parchi.»

L’istituzione della riserva naturale si concilia con
l’ipotesi della creazione di un Parco in area Sentina?

«L’indirizzo di riserva naturale orientata va a
promuovere l’idea stessa del parco, che
sarebbe fruibile sia dai cittadini che dai turisti. La
conferenza dei servizi perimetrerà i vincoli e definirà
l’ente gestore, dopo di che sarà possibile
procedere.»

Anche perché i tempi per l’approvazione
sono agli sgoccioli…

«Stiamo cercando di fare prima possibile per non
perdere l’occasione di gestire l’area,
anche perché se la conferenza di servizi, prevista per il
12 gennaio prossimo non darà risultati, la Regione
oltre a non concedere i finanziamenti non darà la
possibilità al Comune di condurre le scelte che ritiene
più opportune riguardo l’area.»

Con quali finanziamenti si lavorerà
sull’area della Sentina?

«I fondi regionali ammontano a 400 mila euro e
permetterebbero, oltre ad essere utilizzati per effettuare
ulteriori studi sull’area, di costruire il laboratorio
ambientale. L’ammontare dei fondi comunitari,
che scadono nel 2004, viene stimato in base al tipo di
intervento previsto dal progetto.»

Le maggiori resistenze al progetto della Riserva
provengono dal Comune di Ascoli Piceno, proprietario
dei due terzi dell’area Sentina: come ritiene si possa
superarla?

«Quello per l’area della Sentina deve essere
un processo che pian piano deve interessare tutti e
comprendere sia le diverse municipalità che i privati, i
quali detengono un terzo dell’area. Bisogna
capire che ciò che si creerebbe sull’area
costituirebbe un volano per il turismo di tutta la
provincia.»

S. Benedetto sta inoltre portando avanti un caso
pilota per l’inquinamento: di che cosa si tratta?

«L’iniziativa è partita dallo stesso Comune che
ha chiesto di essere scelto per portare avanti questa
iniziativa; il Ministero dell’Ambiente ha
individuato nella nostra città un caso interessante di
studio: si trova stretta tra il mare e le colline ed è
attraversata da tre importanti arterie:
l’autostrada, la statale e la ferrovia,
presentando grandi problematiche in relazione anche
alla popolazione esposta all’inquinamento. Il
gruppo di lavoro, costituito oltre che da me
dall’Ass. Poli ai Lavori Pubblici, comprende un
delegato del Ministero, dell’Anas,
dell’Ente Autostrade, delle Ferrovie di Stato e
diversi altri organi. Le misurazioni partiranno a
gennaio, e riguarderanno l’inquinamento
acustico e elettromagnetico, e finalmente verrà
monitorato l’elettrodotto.»

Infine un tema di grande attualità: S. Benedetto è
stata una delle prime città a iscriversi al circuito della
Agenda 21 locale. Quali sono i programmi per il futuro?

«Nel 2001 S. Benedetto del Tronto è stata
l’unica città marchigiana, su 37 partecipanti, a
vincere il concorso del ministero dell’Ambiente,
il cui progetto, denominato Pal.co.net – Palm
coast network- ha avuto come risultato quello di
redigere una Relazione sullo Stato
dell’Ambiente, di creare un sistema di gestione
ambientale del porto propedeutico per la certificazione
ambientale dello stesso, e di dar vita a dei forum che
hanno come compito quello di far incontrare semplici
cittadini e portatori d’interesse per punti
d’incontro comuni. Sarà quindi più facile
discutere con alcuni soggetti con dati attendibili alla
mano. Il passo successivo sarà quello di creare un
piano d’azione locale. Attraverso tutti questi
passi sarà più facile ottenere i finanziamenti dalla
Comunità Europea, senza dimenticare che
l’Agenda 21 è uno dei requisiti che consentono
di ottenere la Bandiera Blu, quest’anno tornata
sulle nostre acque.»

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