Resta un mistero il motivo per cui questo film sull’Afghanistan contemporaneo abbia per titolo il famoso verso di una poesia di Gabriel Garçia Lorca, dedicata alla morte del torero: probabilmente l’epicità di Lorca ha rappresentato, per la regista, un obiettivo di stile cinematografico, almeno in questo film pur così realistico.

Nella Kabul distrutta dalla guerra, un anziano carrettiere vaga per la città cercando un posto sicuro per sé e la sua famiglia, sperando di rivedere il figlio dato per disperso in Pakistan; contemporaneamente, ignora la volontà della figlia che vuole diventare presidente dell’Afghanistan. Noqreh, la protagonista del film, un’attrice non professionista, si reca a scuola senza farlo sapere al padre, si mette le scarpe con i tacchi soltanto lontano da quest’ultimo e spera per sé e per le altre donne un futuro normale, nonostante le ferite inferte all’Afghanistan dal dominio russo negli anni ‘80, e successivamente da quello talebano per arrivare all’attuale occupazione americana. Non bisogna dimenticare come realtà e finzione convivano, e come sia stato istintivo per l’attrice Agheleh Rezaie – interprete della protagonista Noqreh – rappresentare nel film una donna che nella vita quotidiana interpreta ogni giorno: a soli ventitré anni, sposata con un marito ancora dato per disperso e con due figli, insegna in una delle scuole improvvisate nel dopoguerra per riuscire almeno a sfamare la sua famiglia.

Il film (Iran, 2003, durata 105’) verrà proiettato martedì 9 dicembre presso il cineteatro Calabresi; l’inizio dello spettacolo è previsto per le 21,30. Il costo del biglietto è di euro 4,50 e l’ingresso è riservato ai soli soci FIC, la cui tessera è acquistabile al botteghino al costo di euro 7.

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