“L’apertura di un corso di Economia dell’Università di Ancona è un’occasione importante per la Città di San Benedetto e per l’intero territorio Piceno. Almeno per tre buoni motivi:

a) la consistenza dell’iniziativa;

b) il bacino potenziale di studenti nell’area del confine Abruzzo – Marche meridionali;

c) la presenza di corsi dell’Università di Camerino ad Ascoli Piceno e nella stessa San Benedetto.

La Facoltà di Economia opererà con gli stessi docenti che insegnano nella sede madre, alcuni dei quali saranno incardinati, cioè avranno i loro uffici in Città.

Il corso di Laurea è generale e apre concrete prospettive per chi voglia continuare con una laurea specialistica, ma ha anche obiettivi formativi (secondo le assicurazioni date dall’Università) che permettono un’apertura immediata verso il mercato del lavoro, per chi voglia lavorare finito il corso di tre anni.

Il coordinamento con le altre realtà universitarie del territorio favorirà la nascita di quello che noi consiglieri dell’Ulivo consideriamo l’obiettivo più serio del decentramento universitario: la nascita di poli di ricerca e formazione decentrati, perché in contatto permanente con le risorse dei territori periferici, e qualificati perché coordinati sempre con la sede madre.

Non abbiamo mai pensato all’Università come un fiore all’occhiello da poter sfruttare sul piano elettorale e non abbiamo mai condiviso le ansie di chi vuole arrivare ad avere “l’Università sotto casa”. Nel nostro Comune e nel nostro territorio può verificarsi un evento importante: un esempio positivo di decentramento funzionale, e non riduttivo, della qualità della formazione scientifica.

Chiediamo che la corsa a mettere l’etichetta di appartenenza dell’arrivo dell’Università abbia fine immediatamente (e non possiamo su questo piano non fare nostre, le posizioni espresse dal Prof. Merlini sul Corriere Adriatico di ieri). E’ auspicabile che Provincia, Comune di San Benedetto e Comune di Offida si coordinino permanentemente, riconoscendo un piano di utilità reciproca (ciascuno è indispensabile) per assicurare successo all’iniziativa. Il rapporto fra le tre amministrazioni dovrà essere tale per cui nessuno si senta mortificato o escluso.

L’Università ha previsto l’inizio del corso per l’ottobre del 2004. Proponiamo, per limitarci alle nostre competenze, che il Consiglio comunale venga coinvolto per vincere la corsa contro il tempo e venga assicurata una sede capace di far sentire agli studenti di essere dentro una struttura universitaria, base di un polo di nuovi studi. Il Vannicola, se possibile, o una sede provvisoria se il Vannicola dovesse richiedere un tempo più lungo. L’Università non è luogo di divisioni e questo non è il tempo di meriti di parte. Solo se la Città nelle sue componenti culturali ed economiche, il territorio nelle sue sedi amministrative, sapranno essere interlocutori dell’istituzione universitaria, potremo aiutare i docenti ad essere catalizzatori di ricerca, con ricaduta positiva per tutto il territorio.

Il Comune di San Benedetto coinvolga subito attraverso una conferenza pubblica anche gli altri Comuni del territorio, perché l’Università non è di una sola Città, come non lo sono i vari servizi ampi di cui tutti abbiamo bisogno.

Ci sia consentito di fare un ringraziamento particolare a quanti, all’interno dell’Università Politecnica delle Marche, si sono adoperati per l’apertura di questo corso: il Magnifico Rettore, il Preside di Facoltà, il Prof. Gregori, il Prof. Merlini ed il Prof. Novelli, i quali, tra gli altri meriti, hanno avuto anche quello di lavorare in silenzio, senza troppi clamori, per gli interessi del nostro territorio. Alle “cicale” odierne chiediamo di riflettere e di misurarsi con questo atteggiamento.

Noi siamo disposti a raccogliere la proposta e la sfida del Prof. Merlini e per questo ci dichiariamo pronti a fare fino in fondo la nostra parte”.

Per i Gruppi Consiliari de L’Ulivo

Il coordinatore

Giovanni Gaspari

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