Che i tifosi della Sambenedettese fossero tanti e anche un pò bizzarri lo sapevamo, ascoltando i ragazzi del gruppo dei Giullari Rossoblù ne abbiamo avuto la conferma. Non c’è mai limite alla fantasia quando c’è da sostenere “la magica” e, lo spirito, oltre che i modi, di questo gruppo lo dimostrano. Tornati sulla scena nel 2000, sulle ali dell’entusiasmo di un’intera città per la splendita cavalcata della squadra verso la promozione, non hanno perso tempo ed ormai in ogni partita al Riviera è praticamente impossibile non accorgersi della loro “musicale” presenza.

A quando risale la nascita di questo simpaticissimo gruppo?
Siamo nati nei primi anni Settanta, quando la Samb era guidata dall’indimenticato Marino Bergamasco e il vecchio stadio Ballarin viveva i suoi periodi di gloria insieme a tutto il popolo sambenedettese. Eravamo sistemati nella parte centrale dei distinti e ci identificavamo con lo striscione ” Club Forza Samb via Mentana”, in onore della nostra sede situata proprio in quella via. Il fatto curioso è che oggi essa è la dimora di un nostro componente che evidentemente deve esserci rimasto parecchio affezionato.
Negli anni in cui il gruppo si è sciolto avete continuato a seguire la squadra.
Certamente, per noi la Sambenedettese è una fede indiscutibile e non abbiamo mai smesso di amarla. Purtroppo con il passare degli anni molti di noi hanno incontrato ostacoli dovuti alla famiglia e ci siamo presi una pausa per riorganizzarci e ripartire più determinati e agguerriti di prima.
Chi sono stati i “rifondatori? dei Giullari?
I fondatori sono cinque: Liberati Luigi, Malatesta Nazzareno, Guidotti Antonio, Palma Nazzareno e Perugini Claudio. Oggi il nostro presidente è Luigi Liberati e possiamo contare più di centocinquanta tesserati anche se ad essere effettivamente attivi siamo una ventina.
Avete anche del materiale di gruppo?
Abbiamo due striscioni (tredici metri quello in casa, cinque quello da trasferta con su scritto “Giullari presenti”). La nostra attrezzatura è composta anche da alcune bandiere, due stendardi, un megafono e quello che consideriamo la nostra punta di diamante: una batteria completa con piatti…Inoltre qualche volta siamo soliti comprare anche fumogeni.
Come è nata l’idea della batteria?
Bisogna sapere che tra i nostri componenti c’è uno dei più grandi musicisti marchigiani degli ultimi tempi. Stiamo parlando del nostro vicepresidente Guidotti Antonio che nella sua lunga carriera ha collezionato tour mondiali con parecchie stelle della musica italiano e una partecipazione come batterista a San Remo insieme alla cantante Lighea.
Attualmente dove vi sistemate nelle partite casalinghe della Samb?
Negli ultimi anni del Ballarin eravamo passati anche in curva sud. Oggi occupiamo la parte nord dei distinti. Molti ci chiedono di posizionarci al centro del settore in modo da coinvolgere tutti con la nostra musica. Noi siamo ormai affezionati a quel posto e anche per motivi scaramantici non vogliamo abbandonarlo.
Come è nato il nome “Giullari”?
E’ nato per esprimere il nostro spirito scherzoso e allegro. Ci sentiamo bambini che pure a quarant’anni sono felici seguire sempre e ovunque la nostra squadra.
Essendo quasi tutti padri di famiglia trovate problemi nel conciliare le trasferte con i doveri domestici?
Assolutamente no, la nostra forza consiste nel rendere partecipi le nostri mogli e figli. Prima che tifosi siamo un gruppo di amici che ama stare insieme e condividere i bei momenti della vita oltre che della squadra.
Volevate ricambiare dei saluti…
Si, in una vostra precedente intervista ai Fedelissimi, nostri vicini di posto al Riviera, abbiamo letto dei saluti che questo gruppo ci rivolgeva. Naturalmente ricambiamo con l’augurio di poter festeggiare presto le vittorie di una grande Samb. A nostra volta, salutiamo gli amici del club “La Rocca?.
Nella vostra lunga militanza ne avrete di cose simpatiche da raccontare…
Beh, sono talmente tante che potremmo star qui tutta la notte! Si va dalle trasferte epiche di Cesena, Ferrara e Verona (dove nacque il gemellaggio con i tifosi dell’Hellas), a quelle negli sconosciuti stadi di Eccellenza, dove in un’occasione vedemmo i panni lavati dei giocatori stesi ad asciugare di fianco agli spogliatoi…
Parliamo del momento delicato che l’intera società sta vivendo dopo le recenti dichiarazioni di guerra dei Gaucci. Qual è la vostra posizione a riguardo?
Siamo grati alla famiglia Gaucci per tutto quello che ha fatto per la nostra squadra. Sono stati capaci di risollevarci da una posizione che sembrava non finire mai.
Va anche detto che la decisione di vendere potrebbe essere maturata prima della contestazione. Ci sembra davvero strano che un personaggio forte e abituato alle critiche come Gaucci si arrabbi per qualche coro un pò forte nei suoi confronti. I ragazzi della curva hanno avuto tutte le buone ragioni visto il comportamento che la dirigenza ha avuto nei confronti dell’intera città.
La famiglia Gaucci rivendica la riconoscenza che due promozioni e una semifinale play-off vorrebbero. Voi come vi esprimete?
Bisogna capire che la riconoscenza non può essere infinita. Perdere la terza partita in casa può far arrabbiare chiunque anche se forse si è un po’ esagerati con le offese personali. Episodi come quelli che ci hanno visti coinvolti con il signor Agnello, con l’amministrazione comunale, con le minacce di giocare a Macerata, con il giocatore Miftah e con la perenne assenza in città di un vero dirigente piuttosto che di un influente portavoce, hanno fatto si che la tensione salisse fino a d esplodere definitivamente due settimane fa.
Cosa si aspetta ora la tifoseria dall’immediato futuro?
Ci aspettiamo prima di tutto degli acquirenti seri e motivati, magari locali con a cuore le sorti sportive della squadra. Noi siamo pronti ad accogliere chiunque voglia il bene della Sambenedettese e dell’intera città. Dopo anni di paura e movimenti societari poco chiari è ora che anche noi possiamo pensare solamente alle vicende prettamente calcistiche e godere di tranquillità economica.
A livello tecnico come giudicate l’operato della squadra rossoblù?
Sul lato tecnico la squadra ci sembra non completamente attrezzata. Abbiamo lacune soprattutto sulle fasce esterne. All’allenatore che abbiamo visto giovane e voglioso abbiamo sempre dato fiducia ma le ultime scelte ci hanno lasciato molto perplessi. Fondamentalmente è una persona seria che però ha da migliorare molto dal punto di vista tattico.
Avete saputo della vicenda che ha visto coinvolto anche Antonio Criniti…
Ci sembra davvero esagerato punire un ragazzo che ha sempre dato tutto per la causa rossoblù. Alla famiglia Gaucci chiediamo una traslazione indolore. Si ricordi dei bellissimi momenti vissuti e ci lasci un ricordo positivo della sua persona e del suo operato.
C’è un motto che da solo può definire il vostro gruppo?
Certo, anche se siamo un gruppo che ripudia la politica negli stadi, il nostro slogan è «o victoria o muerte»!

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