“Un problema ignorabile come un elefante in un salotto”: e le stragi che avvengono nelle scuole e il tema delle armi da fuoco in America non sono certo un problema trascurabile. Se questo è il detto che ha ispirato l’ultimo film di Gus Van Sant, egli a sua volta si rifà ad un documentario sulla violenza in una scuola irlandese di Alan Clarke del 1989.

Durante una giornata uguale a tante altre si incrociano le storie diverse di ragazzi – attori emergenti che nel film mantengono il proprio nome – che seguono la routine quotidiana di una mattina di scuola nel liceo di Portland: chi sta giocando a football, chi lavora in biblioteca, chi va ai corsi. Ma quella descritta nel film non è una giornata uguale a tante altre. La strage nella scuola della Colombine, da cui Micheal Moore ha tratto “Bowling a Colombine”, documentario in cui si affronta il tema delle armi da fuoco, ha spinto il mondo americano a chiedersi se sia giusto sottovalutare il problema delle armi da fuoco stesse vista la facilità con cui è possibile procurarsele.

Oggetto di studio dei lavori di Van Sant sono gli emarginati, delinquenti di strada, tratteggiati inizialmente in film a basso costo come “Mala Noche”, “Drugstore Cowboy”, e “Belli e dannati”, al cui centro c’è sempre il tema del passaggio tra stati evolutivi differenti, per poi approdare a film più conosciuti dal grande pubblico, come “Will Hunting”, o “Scoprendo Forrester”.

Il film (USA, 2003, durata 81’) verrà proiettato martedì 25 novembre presso il cinema Calabresi; l’inizio dello spettacolo è previsto per le 21,30. Il costo del biglietto è di euro 4,50 e l’ingresso è riservato ai soli soci FIC, la cui tessera è acquistabile al botteghino al costo di euro 7.

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