Giunti alla tredicesima giornata di campionato, crediamo si possano spendere le prime “doverose” parole sulla gestione tecnica della Sambenedettese. Dichiariamo innanzitutto che siamo contrari a qualsiasi contestazione sopra le righe rivolta al tecnico Trillini, soprattutto perché non è ipotizzabile alcun cambiamento stante lo stallo societario.

Per cui i nostri appunti sono indirizzati a quanto abbiamo visto nelle prime dodici partite di campionato, sperando che la partita di Lanciano possa segnare un qualche miglioramento.

a) Il tridente. Eravamo anche noi convinti che questa Samb dovesse schierarsi “a trazione anteriore”, perché eccelleva in attaccanti e mezzepunte mentre non era altrettanto dotata, a livello numerico, di centrocampisti di rottura. Dei quattro effettivamente a disposizione (Martusciello e Gennari in parte più offensivi, Napolioni e Camillucci più difensivi), spesso ne sono stati impiegati solo due, qualche volta tre. A partire dalla terza giornata, però, sono state schierate almeno due punte (Zerbini e Scandurra) più una mezzapunta come Bifini, Esposito o Criniti. Siamo sicuri che questo schema sia un “dogma” di questa Samb? In casa non si sono mai viste prestazioni eccellenti, nemmeno domenica scorsa (il cuore non basta). In trasferta, esclusa Viterbo, la Samb non è mai riuscita a comandare il gioco, nemmeno a Pesaro o Giulianova. A Fermo, sull’1-2, si sono mantenute le tre punte e si è preso un gol in contropiede. Né Scandurra né Zerbini, inoltre, aiutano molto il centrocampo rossoblù. Molti si sono stupiti della resistenza della Samb nell’ultima gara casalinga, nonostante l’inferiorità numerica. Ma perdere un attaccante che non rientra mai a centrocampo non è un grosso danno per l’azione difensiva.

b) Il rebus Bifini. Il fantasista toscano non si discute tecnicamente, ma non sappiamo se è impiegato, tatticamente, nel migliore dei ruoli. Una squadra, per permettersi un fantasista dietro alle due punte, lo deve lasciare libero di inventare i colpi del proprio repertorio. Bifini invece copre preferibilmente la fascia sinistra, dove avrebbe anche dei compiti di interdizione che non sono il suo forte. È un giocatore ottimo nel possesso di palla, ma gli manca (o almeno abbiamo visto raramente) l’accelerazione, l’assist in profondità, elementi necessari ad un lusso quale il fantasista dietro i due attaccanti.

c) Il rebus Zerbini-Scandurra. Zerbini ci piace, è veloce, se lanciato in profondità sfugge via facilmente al difensore (si veda Martina, Sora, Fermana, e anche Catanzaro); ci sembra un ottimo attaccante di fascia. Sa anche saltare bene di testa e prolungare la traiettoria della palla verso il “centravanti”. Scandurra invece ci sembra un’ottima prima punta, un tipo alla Bobo Vieri, con in più (in rapporto alla categoria) anche un notevole dribbling in progressione. È stato impiegato come punta centrale solo a Giulianova, dove ha segnato due gol e ha ottenuto la più alta media-voto stagionale (8,3). Li vediamo schierati invece a ruoli invertiti: Zerbini davanti, Scandurra sulla fascia.

d) Rinforziamo il centrocampo? Fino ad oggi è stato il settore più in difficoltà della Samb. Perché non pensare a schierare quattro centrocampisti come Napolioni, Camillucci, Gennari e Martusciello dal primo minuto? Camillucci può giocare sulla fascia destra, Gennari o Martusciello a sinistra, o addirittura a rombo, con Napolioni centrale, Camillucci a destra, Gennari e Martusciello alternativamente a sinistra o davanti Napolioni. Criniti, Esposito e Bifini potrebbero entrare a partita iniziata, oppure alternarsi con i due attaccanti. È un’ipotesi, ma considerando le difficoltà che hanno dovuto patire Martusciello e Napolioni, non tanto peregrina.

ARBITRO. Dirigerà l’incontro Lanciano-Samb il signor Gava di Conegliano Veneto, coadiuvato dai signori Gabrielli e Mandolfi.

BRINI. Il Taranto, come annunciato domenica scorsa, ha esonerato il tecnico Brini. La squadra è stata affidata all’allenatore in seconda Petrelli.

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