Stavolta probabilmente non è né il blocco del traffico né tantomeno il freddo o il cattivo tempo a mettere lo zampino sulle presenze allo stadio, quanto piuttosto la difficile situazione societaria in cui i rossoblu sembrano essere sprofondati; per qualcuno parrà forse di rivedere i fantasmi del ’94…….

Luciano Gaucci dopo Fermana–Samb aveva dichiarato “Non amo più la Samb?, quest’oggi il popolo rossoblu risponde col motivo diametralmente opposto, servendosi di cori, striscioni (“Imbrogli, corruzioni, falsità: Fam. Gaucci il vostro stile non conosce onestà? e “Gaucci capo ultrà di questo calcio che se ne va? esposti dalla curva, mentre Distinti e Incazzati prendono posizione con un esplicito “Presidente capisca che la Samb non è una bisca!!!?) e della coreografia iniziale, ovvero la scritta appesa in transenna – “La Samb siamo…..? – e i cartoncini che hanno impresse le lettere bianche “noi? su sfondo rossoblu. “LA SAMBA SIAMO NOI?, in questo modo la Nord, che mostra qualche vuoto ai lati, inizia la partita e così la finirà, coi giocatori uniti a ringraziare la spinta incessante profusa da Onda d’Urto e company. Malati di Samb, un consiglio: fate un ingrandimento della foto della curva a inizio gara e poi quell’immagine mettetela in casa, in ufficio, al lavoro, perché anche se potrà apparire scontata e banale, questa è una delle più belle coreografie di sempre: la Samb siamo noi, messaggio semplice, ma dentro il quale c’è l’amore indescrivibile di 4000 persone che nonostante tutto hanno tifato fino alla fine, in barba allo spettacolo e al risultato, con ardore e veemenza. Credo che come al sottoscritto, a molti di chi oggi popolava la Nord sia in più di un’occasione venuta la pelle d’oca, la commozione nel vedere un incitamento “da prime posizioni?……..

Entrano le squadre – con il lutto al braccio per via delle sanguinose vicende di Nassiriya e la conseguente morte dei nostri soldati e carabinieri; a tal proposito Vecchio Fronte 88 srotola la scritta “Mai più morire per gli americani? e sempre nel settore distinti si nota il messaggio “Addio eroi? – dalla Nord si alza la scenografia già menzionata, dalla Sud invece bandiere, stendardi e fumogeni colorati. L’effetto per gli ospiti poteva risultare migliore, più fitto e uniforme. Il popolo giallorosso di Calabria, forte dei tanti residenti al Nord e al Centro Italia, è davvero numeroso, 600 unità circa per Ultras, Quelli di Catanzaro, Caputosta, Pizzo, Soverato, Cutro, Club Massimo Palanca e Massimo (Capraro). Una bella tifoseria, non c’è che dire, partono bene coi cori, ma nel complesso mi aspettavo di più, in virtù del blasone, della classifica e dei tredici anni consecutivi di C2 che si sono sorbiti; peccano in quanto a continuità e sostengono le “aquile? soprattutto quando attaccano.

La giornata di tifo odierna è estremamente emozionante perché la Sud giallorossa ha dalla sua tanto entusiasmo, mentre la Nord sfodera rabbia a iosa, muore dalla voglia di vedere vincere i suoi dopo quasi un mese e mezzo dall’ultima affermazione interna ai danni del Taranto, lo scorso 5 ottobre. La colonna sonora del Riviera è il canto prolungato della curva di casa, è il suo rabbioso rullio di tamburi, ma è anche la voce ospite che tenta di prevalere sui padroni di casa; un bel duello, le due fazioni approfittano dei pochi momenti di pausa dell’avversario, ma nonostante tutto il Tempio del Tifo appare più colorato con sciarpe e bandiere, ma soprattutto mostra maggiori motivazioni, i lanciacori son lì a incitare il 12° affinché tiri fuori il meglio di sé. Da altre parti sarebbe un miracolo sentire cotanto tifo e cotanta passione, qui è la prassi, perché bene o male, la C1 in virtù degli ultimi dieci anni di storia rossoblu è già qualcosa.

La Samb sembra fragile e timorosa, i “punteros? giallorossi fanno quel che vogliono là davanti e allora è logico rischiare di prendere il gol in più circostanze; la dea bendata stavolta da una mano ai nostri, i sogni di gloria calabresi incocciano contro i pali di Aprea, ma poi – ci fosse una domenica dove fila tutto liscio o quasi! – intorno alla mezzora l’arbitro espelle Manni, “e adesso!?? pensano in molti…… E adesso Trillini richiama in panchina Zerbini e spedisce in campo Petterini, e allora distinti, tribuna e curva inveiscono contro l’allenatore anconetano, il quale è pregato, neanche troppo gentilmente, di andarsene a “quel paese?!!! E adesso la Samb lotta fino alla fine della partita, non si vede certo il calcio spettacolo, ma almeno un punticino riesce a strapparlo a quella che è pur sempre la seconda forza del campionato, grazie anche alla fantastica curva Nord che ha ben poco di che entusiasmarsi, ma che raschia il barile dell’orgoglio pesciarolo che tante battaglie ha combattuto. Ondeggiano le sciarpe sopra le nostre teste, sventolano i vessilli, rimbombano i cori, il cuore rossoblu è provato dalle sofferenze di una partita tutta agonismo della Samb. Nel secondo tempo addirittura ci si affaccia in qualche occasioni dalle parti del portiere Lafuenti, il Riviera – ormai in casa dobbiamo prendere quel che passa il convento – si entusiasma per azioni che definire “palle-gol? è a dir poco esagerato. Ma il popolo della Samb pare ormai sull’orlo di una crisi di nervi e allora basta poco per crederci, basta poco per vedere migliaia di mani che si protendono in avanti – una volta o l’altro ci entriamo sul prato del delle Palme!! – e gridano “Noi vi vogliamo tutti all’attacco?, “Conquista la vittoria?, “Bisogna vincere e tutti insieme vincerem?, basta poco per far traboccare un vaso ormai colmo all’inverosimile, nella fattispecie è sufficiente Sauro Trillini che sostituisce un frizzante Bifini con Gennari, dopo che la Nord stava caldeggiando a più riprese l’ingresso dell’idolo Totò Criniti. Fischi a go-go. Va bene il pareggio, l’abbiamo capito!

Rimane giusto il tempo per farci un applauso, ce lo meritiamo, nel bel mezzo di questo caos siamo noi l’unica certezza. Come recita un vecchio adagio del mondo ultrà, c’eravamo, ci siamo, ci saremo!

MICHELE NATALINI

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