Nel suo terzo film Edoardo Winspeare racconta la storia di un ragazzo, Tonio, che prima di perdere i sensi investito da un’automobilista pirata, vede un fascio luminoso – la prima sequenza del film – che gli farà credere, una volta risvegliatosi dal coma, di poter guarire i malati.

Per la prima volta il regista salentino non racconta solo una storia della sua terra, come nei suoi due precedenti film, “Pizzicata” del 1995 e “Sangue Vivo” del 2000, in cui si recita esclusivamente in dialetto leccese, ma tratta una storia che si discosta da vicende territoriali per trattare temi di più ampio respiro appartenenti alla cultura umana, anche se il miracolo è un “escamotage” per mostrare il disagio che accomuna i personaggi ritratti in tutta la loro semplicità.

Presentato alla 60ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha raccolto pareri contrastanti sia dal pubblico che dalla critica: a prescindere dal gradimento personale, bisogna riconoscere come il regista sia stato bravo a dirigere attori non professionisti tratteggiando così personaggi veri, autentici; il tutto accompagnato dalla musica tradizionale della banda “Officina Zoè”, di cui lo stesso regista ne è fondatore.

Il film (Italia, 2003, durata 92’) verrà proiettato martedì 18 novembre alle 21,30 presso il cineteatro Calabresi. Il costo del biglietto è di Є 4,50. L’ingresso è riservato ai soli soci FIC, la cui tessera è acquistabile al botteghino al costo di Є 7.

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