Verba volant, scripta manent, dicevano i latini. Allora, nel vortice di chiacchiere, improperi e sentenze che si ascoltano in questi giorni attorno alla Samb sulla nota questione societaria – Gaucci ha messo in vendita la squadra, è risaputo – abbiamo spulciato le interviste raccolte in questo inizio di campionato dai vari club di tifosi che abbiamo intervistato su Sambenedettoggi. A tutti, infatti, abbiamo sempre chiesto, tra le altre domande, un parere sulla gestione societaria, un elemento che sin da questa estate è stato posto all’attenzione dai tifosi e, di conseguenza, anche da noi. Da quasi tutti gli interventi trapela un certo risentimento verso la gestione Gaucci. Giusto o sbagliato che sia, la partita Samb-Benevento è stata solo l’occasione per esprimere un dissenso a lungo covato.

7 settembre 2003, Inferno Rossoblù
«I nostri rapporti con l’attuale dirigenza si sono deteriorati già nello scorso campionato dopo i mancati rinforzi nel mercato di gennaio. L’Inferno Rossoblù è, e sarà sempre, contro questa famiglia, che più di una volta ci ha tradito e trattato male. Forse il signor presidente non ha capito che la nostra piazza non può essere paragonata a quella di Viterbo o di qualche altra piccola tifoseria di cui si è già preso gioco in passato. Ci fa piacere che qualcuno si stia accorgendo della bufala che la famiglia Gaucci sta dando a tutta la città. Basti pensare al caso Agnello, a quando voleva farci giocare a Macerata, oppure alla buffonata di Miftah…Noi non possiamo essere trattati come terza squadra, non lo meritiamo dopo tutto quello che abbiamo sofferto! Quello che rimproveriamo all’attuale dirigenza, è il totale abbandono a cui si è costretti a giocare. I Gaucci non possono farsi vivi solo quando vedono l’esasperazione della gente, la loro deve essere una presenza costante».

14 settembre 2003, Energie Rossoblù di Alba Adriatica
«La nostra posizione nei confronti della società non è certamente positiva dopo le vicende che ci hanno coinvolto nella scorsa stagione con il caso-Agnello e dopo una campagna acquisti praticamente inesistente. Manca un presidente di San Benedetto, che riesca a dare un’identità cittadina a questa società. Nonostante si sia tornati ad un calcio che conta dopo tanta sofferenza, la situazione per la Samb non si profila tra le migliori se la guardiamo in un’ottica futura. Ci chiediamo: se anche andassimo in Serie B, questa società ha un futuro? Attualmente manca un vivaio di giovani che possa dare nuova linfa alla società rivierasca. […] Però, sentendo in giro per la città molte critiche verso i Gaucci, mi sorge spontanea una domanda: nell’eventualità di un abbandono dell’attuale dirigenza, e con l’innesto di imprenditori locali alla guida della società, il tifoso rossoblù sarebbe disposto ad affrontare alcuni campionati di transizione?»

22 settembre 2003, Mariano Baiocchi di Castel di Lama Rossoblù
«La società deve capire un concetto molto importante: non è possibile prendere in giro una tifoseria calda ed esigente come quella della Samb. Se i Gaucci vogliono fare un campionato di transizione e non puntare subito alla cadetteria, basta che lo dicano e la finiscono di continuare a promettere campionati vittoriosi con una squadra allestita per la lotta alla salvezza. Quello che noi vogliamo è più chiarezza».

27 settembre 2003, Cocce N’Giambate e La Mànnela di Colli del Tronto
«La squadra presentata ai nastri di partenza del campionato non poteva certo mantenere le promesse che il patron ci aveva fatto. Era logico che, dopo un mercato così sterile ed un esordio deludente contro l’Acireale, nascessero dei malumori. Come tutti i supporter della Samb, chiediamo a Gaucci maggiore chiarezza e meno minacce assurde come quella, nata questa estate, che voleva la Samb giocare a Macerata. Questo “sparlare” andrebbe evitato.»

4 ottobre 2003, Sambarcati di Martinsicuro
«Dopo i fatti che ci hanno coinvolto con la vicenda Agnello, abbiamo preso un po’ le distanze dalla famiglia Gaucci che, secondo noi, in alcune circostanze, si è comportata come se si trovasse ad operare in una piazza come Viterbo o di quel genere. Abbiamo avuto occasione di parlare con Alex anche in privato e gli abbiamo ripetuto questo concetto nel caso non l’avesse ben capito. Essenzialmente la politica adottata dalla società può andarci anche bene ma pretendiamo che sotto ci sia un filo logico che permetta alla Sambenedettese un futuro roseo.»

12 ottobre 2003, Fossa Marinara
«La nostra non è stata una vera e propria contestazione, era solo un chiarimento per gli acquisti che la società aveva fatto e che avevano lasciato scettici. Ci dissero che serviva tempo e adesso, visto come vanno le cose, il tempo sta dando loro ragione. Il rapporto con il Presidente è stato sempre di dialogo, abbiamo solo chiesto chiarezza sulla campagna acquisti condotta perché non conoscevamo bene i giocatori».

18 ottobre 2003, Nuova Guardia
«Sicuramente questa dirigenza ha avuto il merito di far tornare grande la Samb e per questo ne saremo sempre grati. Certamente eravamo un po’ delusi dalla campagna acquisti di questa estate dove si è dipesi troppo dal Catania. Con un presidente così vulcanico non si può mai stare tranquilli, noi non ci siamo mai illusi che abbia a cuore le sorti della Sambenedettese oltre quello che è il puro fattore economico. Se l’anno passato noi avessimo vinto i play-off, forse non si sarebbe fatta tutta quella confusione per il ripescaggio del Catania e per noi tutto si sarebbe messo per il verso giusto».

1° Novembre 2003, Michele Natalini, tifoso della Samb di Polverigi (Ancona)
«Il mio parere da un lato è positivo perché comunque con i Gaucci la Samb ha ritrovato i fasti di un tempo ed ora può rincorrere quel sogno chiamato Serie B, ma dall’altro è negativo, perché non capisco come si possa essere proprietari di ben tre squadre di calcio, ma soprattutto mi hanno molto infastidito alcuni atteggiamenti del patron: la vicenda Agnello, la sua mancanza domenicale al Riviera, la minaccia di far giocare la Samb a Macerata, quella di farla ritornare da dove l’ha presa…Basta?! Credo che la tifoseria rossoblù meriti più rispetto, anche da parte di chi si chiama Luciano Gaucci».

5 novembre 2003, www.lasamb.it
«La nostra è stata sempre una piazza calda e i Gaucci lo sapevano bene, le ultime dichiarazione della dirigenza non fanno ben sperare, si tratta di uno strappo difficile da ricucire considerando anche la scorsa stagione, vedi caso Agnello. Si fa sempre un gran parlare ma di fatti concreti ancora nulla, le critiche sono sempre costruttive ma non devono mai eccedere nelle offese, restando sempre sul piano tecnico e non personale.Speriamo sempre che qualche cordata di imprenditori locali si faccia avanti per rilevare la società, lo spirito imprenditoriale non deve scindersi dalla passione per la beneamata.Il tifoso può anche accettare un dignitoso campionato di serie C, l’importante è parlar chiaro e sapere gli obiettivi sin dall’inizio. I mecenati del calcio oggi sono come le mosche bianche, nessuno investe senza un ritorno economico, bisogna dunque partire da un settore giovanile ben organizzato (cosa mancata negli ultimi anni) per poter poi puntare in alto.»

Giullari rossoblù, 11 novembre 2003
Siamo grati alla famiglia Gaucci per tutto quello che ha fatto per la nostra squadra. Sono stati capaci di risollevarci da una posizione che sembrava non finire mai. Va anche detto che la decisione di vendere potrebbe essere maturata prima della contestazione. Ci sembra davvero strano che un personaggio forte e abituato alle critiche come Gaucci si arrabbi per qualche coro un pò forte nei suoi confronti. I ragazzi della curva hanno avuto tutte le buone ragioni visto il comportamento che la dirigenza ha avuto nei confronti dell’intera città. Bisogna capire che la riconoscenza non può essere infinita. Perdere la terza partita in casa può far arrabbiare chiunque anche se forse si è un po’ esagerati con le offese personali. Episodi come quelli che ci hanno visti coinvolti con il signor Agnello, con l’amministrazione comunale, con le minacce di giocare a Macerata, con il giocatore Miftah e con la perenne assenza in città di un vero dirigente piuttosto che di un influente portavoce, hanno fatto si che la tensione salisse fino a d esplodere definitivamente due settimane fa.

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