Esplode il pentolone dei veleni in casa Samb. A fronte di tanti misteri, mezze verità, chiacchiere e dicerie, ci ha pensato l’unico sambenedettese presente nella società rossoblù ad indicare le presunte responsabilità del momento negativo della Samb. Questa sera Remo Croci è intervenuto nella trasmissione «Pianeta Samb», rilasciando dichiarazioni di fuoco nei confronti del tecnico Trillini (la cui permanenza era indicata da Croci come la causa delle proprie dimissioni, datate 10 novembre), e di conseguenza verso Luciano Gaucci, appellato quasi irrisoriamente papa/papà.

«Era risaputo, all’interno della squadra e dello staff tecnico dirigenziale, che se la Samb non avesse vinto a Fermo allora Trillini sarebbe stato esonerato. Decisione poi bloccata da papa Luciano Gaucci», comincia Croci, che, in questo intervento, dismessi i panni del collaboratore, ha usato i toni caldi di un innamorato della Samb. «La storia di Trillini va verificata con il bisturi», affonda Croci, «a San Benedetto tutti sanno perché Trillini è arrivato alla guida della Samb. Inizialmente si era scelto Foschi, tecnico del Novara, che però era legato da un altro anno di contratto. Poi si scelse Indiani, lo scorso anno a Grosseto e quest’anno primo con la Massese. Ma da Roma papa Luciano Gaucci impose il nome di Sauro Trillini. Ok? Tutti ci chiedemmo chi fosse».

«Anche se il giorno della presentazione ero assente ricordo i titoli dei giornali. L’accoglienza dei tifosi e della stampa fu tiepida, qualcuno lo etichettò, giustamente, come “carneade?. Ma la maggior parte di noi accettò di vederlo alla prova», spiega Croci, «Trillini però ha dato dimostrazione di non essere all’altezza di guidare la Samb. Ma attenzione! Queste cose sono state dette dallo stesso Trillini nel faccia a faccia avuto con i tifosi martedì scorso. Trillini ha detto: “Cosa volete da me, prendetevela con la società. Se la società voleva vincere questo campionato, rinforzava appena la squadra dello scorso anno e prendeva un allenatore di prima fascia, non uno di quarta fascia.?»

Croci continua con delle dichiarazioni che sono un ulteriore terremoto per la Samb attuale: «Allora, di fronte ad un allenatore che dice queste cose ai tifosi, quale migliore occasione per Luciano Gaucci, un uomo che anche a San Benedetto non ha esitato a cacciare gli allenatori? Eppure Trillini resta perché ha la protezione di papà Luciano».

Croci è un fiume in piena e bacchetta anche la stampa locale; nella trasmissione, oltre il conduttore Luca Bassotti (Corriere Adriatico) sono presenti anche Mimmo Minuto (idem) e Pasquale Bergamaschi (Il Resto del Carlino): «Chi fa informazione è sempre stato pronto, giustamente, a riportare le voci di possibili acquirenti della Samb, ma perché invece non si è indagato su queste voci che vengono da Roma e ci dicono, i cronisti lo sanno, cosa c’è sotto? Perché non si va da Tizio a chiedergli la verità? Si potrebbe usare il nome di questo personaggio a livello nazionale, il cui nome è circolato anche in Internet negli ambienti dei tifosi». Durante il programma è saltato fuori il nome di un alto dirigente del Credito Sportivo. Crediamo che, a questo punto, questo personaggio debba avere diritto di zittire le chiacchiere infondate (se tali sono). Proveremo a dargli la parola. Perché non è stato fatto prima? Il motivo principale è che non è mai facile trasformare le voci in verità. Ma è anche vero che non ci troviamo di fronte ad un giornalismo neutrale: nessuno aveva interesse a far saltare allenatore e persino la società. Adesso, però, le cose si sono evolute in maniera diversa.

«Luciano Gaucci non può esonerare Trillini. Perché hanno scelto l’allenatore e lo difendono a dispetto dei risultati?», dice Croci. «Ho deciso di andarmene perché il progetto di andare in B con queste condizioni non è ragionevole. La mia decisione non è frutto della mancata vittoria di Fermo ma era meditata già da alcune settimane. Comunque la famiglia Gaucci, checché se ne dica in giro, ha messo i soldi per questa Samb e io che sono stato all’interno posso dare un giudizio obiettivo».

Croci conclude il suo intervento radiofonico con un passaggio importante, anche se non nuovo per l’ambiente sambenedettese: «Le sorti della Samb le ha avute a cuore Alessandro Gaucci. Però nel calcio ci stanno le offese, ci sta che lo mandano a quel paese, anche se non bisogna mai arrivare a toccare gli affetti personali. Ma la contestazione della tifoseria è anche giustificabile di fronte ad un allenatore che perde la terza partita in casa!»

Domani Polenta, d.s. della Samb, tornerà a San Benedetto dopo alcuni giorni “di riflessione?: «Se io avessi subito la sua situazione, ovvero essere messo alla porta nel momento del confronto tra i giocatori, l’allenatore e i tifosi, non sarei tornato, ma ognuno ha il suo carattere e il suo modo di reagire. Concludo dicendo che la società non si doveva permettere la mancanza di rispetto verso una città e una tifoseria splendidi».

Gli scheletri sono ancora tutti dentro gli armadi. Fra poco verranno fuori. E la Samb è nel caos più incredibile.

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